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Scienza

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L’universo di Margherita Hack

di Federico Tulli left 45 – 16 novembre 2013 Passione per la ricerca, rifiuto dei dogmi, impegno civile e grande umanità. Così Pietro Greco ricorda la grande astrofisica. In un volume che inaugura una nuova collana de L’Asino d’oro dedicata alle donne di scienza e cultura La Costituzione, la cultura, l’istruzione, il lavoro, l’integrazione, il … Continua a leggere

La lingua madre delle scienze

L’epoca d’oro degli intellettuali arabi che oltre mille anni a Bagdad fa tradussero i testi greci di matematica, medicina e astronomia, ponendo le basi per lo sviluppo scientifico moderno.  Intervista al fisico Jim Al-Khalili. «Un punto di snodo fondamentale per la trasmissione dei manoscritti è stata nel Duecento la corte di Federico II in Sicilia» … Continua a leggere

Darwin e la religione cattolica, ritratto di un eretico cortese

Un’immagine intima e inedita del padre della teoria dell’evoluzione. A colloquio con l’epistemologo Pievani, curatore de Charles Darwin. Lettere sulla religione Federico Tulli, Cronache Laiche Charles Darwin era credente? Il padre della Teoria dell’evoluzione era ateo, agnostico o forse teista? «Io mi ritengo agnostico ma in fondo sono agnostico anche nei confronti del mio stesso … Continua a leggere

Medicina geniale

Dallo studio della base genetica di tumori e molte malattie comuni, sta nascendo una medicina personalizzata. Con farmaci e terapie ad hoc Federico Tulli, Left 22/2013 Non ha nemmeno dieci anni ma è già una scienza adulta. L’epigenetica è una branca della biologia molecolare, che ha a che fare con la genetica, ma si differenzia … Continua a leggere

Staminali, il j’accuse di Nature: false promesse in Vaticalia

Caso Stamina. Secondo la rivista scientifica, il Vaticano e il parlamento italiano «sfruttano malati terminali e disabili per creare false speranze di rapida guarigione» mediante le staminali Federico Tulli, Cronache Laiche Il Vaticano e il parlamento italiano «sfruttano malati terminali e disabili per creare false speranze di una rapida guarigione». L’accusa senza mezzi termini è … Continua a leggere

Figli rubati – In libreria dal 25 settembre 2015

Il 12 febbraio 2015 è iniziato a Roma un importante processo per i crimini di lesa umanità subiti da 42 italiani sequestrati e uccisi nell'ambito del Piano Condor. Questo accordo segreto tra i governi e le polizie di sette Paesi del Sud America è stato realizzato tra gli anni Settanta e Ottanta fuori da qualsiasi alveo costituzionale per reprimere l'opposizione, facendo scomparire una intera generazione di giovani impegnati nella difesa dei diritti umani. Tra le parti civili del processo ci sono quattro quarantenni: furono rubati appena nati alle loro madri internate nei centri di tortura del 'Condor', e affidati a famiglie contigue ai regimi per essere educati secondo valori «occidentali e cristiani». La loro storia, insieme a quella dei 42 giovani desaparecidos italiani, è ricostruita nel nuovo libro-inchiesta di Federico Tulli, “Figli rubati. L'Italia, la Chiesa e i desaparecidos” in uscita per L'Asino d'oro edizioni
L'indagine dell'autore parte da Milano. Qui vivono i parenti di una ragazza scomparsa nel 1977, e ritrovata in maniera rocambolesca nel 2014, i cui nonni dopo aver saputo della sua nascita in un lager di Buenos Aires si rivolsero senza successo anche a Jorge Mario Bergoglio allora capo dei gesuiti argentini. Secondo Estela Carlotto, presidente delle Abuelas di Plaza de Mayo, che dopo 36 anni di ricerche ha ritrovato il nipote Guido, almeno 70 “figli rubati” vivono in Italia senza conoscere la propria storia e non si riesce a trovarli. Perché, come ricostruisce Tulli, le ali del Condor sono ancora aperte.
Nella prefazione l'avvocato paraguayano Martin Almada, Premio Nobel alternativo per la Pace 2002, racconta come ha scoperto nel 1992 ad Asuncion gli Archivi del terrore. Queste carte, circa 700mila documenti ammassati in una anonima caserma di polizia, negli anni hanno consentito a decine di tribunali di ricostruire parte della storia del Piano Condor. Grazie agli Archivi, il giudice spagnolo Baltazar Garzon riuscì a incriminare il dittatore cileno Augusto Pinochet, uno dei registi del Piano, e più di recente il pm Giancarlo Capaldo ha potuto istruire il processo in corso a Roma nell'Aula bunker di Rebibbia. Ma la via verso la Verità e la Giustizia, invocate dai sopravvissuti e dai familiari dei desaparecidos, è ancora lunga e tortuosa. Il 30 settembre scorso, Almada, al termine dell'Udienza generale in Vaticano, ha chiesto di persona a papa Francesco che la Santa Sede apra i propri archivi declassificando i documenti segreti riferiti al Paraguay, all’Argentina, al Cile, alla Bolivia, al Brasile e all’Uruguay.
Il ruolo ambiguo della Chiesa cattolica in queste tragiche vicende è ulteriormente evidenziato nella postfazione di Simona Maggiorelli: un'inchiesta sulla storia dei 300mila bambini rubati ai “sovversivi” nella Spagna franchista, e nei 20 anni successivi alla morte del dittatore fascista avvenuta nel 1975, all'interno di cliniche gestite da congreghe religiose. È qui che affondano le radici ideologiche dei furti di neonati perpetrati in America Latina.

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