//
archives

Pubblicità

Questo tag è associato a 11 articoli.

Tavola bandita

Frodi alimentari, ogni giorno un’allerta. In Italia si “tarocca” di tutto. Le leggi ci sono ma i controlli scarseggiano. E la gente non si fida più. Rosanna Massarenti, direttore di Altroconsumo: «Colpa anche della cattiva informazione» di Federico Tulli In  principio fu l’aviaria. Forse il più clamoroso caso di disinformazione mediatica e scientifica su scala … Continua a leggere

Tabacco: Marlboro classic multata in Francia per pubblicità ingannevole

Contro il fumo la Francia sembra fare sul serio. A pochi giorni dall’entrata in vigore del divieto di accendersi una sigaretta nei bistrot, divieto che solo pochi mesi fa sembrava impensabile da adottare in un paese così affezionato a questa tradizione, la corte di appello di Parigi ha condannato la ditta d’abbigliamento Marlboro classic a … Continua a leggere

Salute: Parte la campagna europea contro il tabacco

I costi sanitari in Europa legati al tabagismo superano ormai i cento miliardi di euro l’anno e secondo l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) il consumo di tabacco rimane la principale causa evitabile di cancro: “Sarebbe sufficiente modificare le proprie abitudini di vita”. Un suggerimento condiviso in pieno dal commissario europeo per la Salute, Markos Kyprianou, … Continua a leggere

Fumo: multe a chi lo pubblicizza ma chi le deve comminare?

La pubblicità al fumo è vietata dalla legge italiana e da una norma europea. I trasgressori più incalliti sono le grandi multinazionali del tabacco che hanno sponsorizzato non a caso i gran premi di Formula 1 e del motociclismo e le emittenti televisive che trasmettono le immagini dei piloti e delle macchine coperti da scritte … Continua a leggere

Tabacco, pubblicità e Formula uno: le multe che non multano

“La propaganda pubblicitaria di qualsiasi prodotto da fumo, nazionale o estero, è vietata”. Così recita un comma dell’unico articolo di una legge del 1962, la 165, tuttora in vigore anche se tra le meno rispettate. Anzi, forse sarebbe più corretto dire: tra quelle meno fatte rispettare. Raramente, infatti, qualcuno è stato multato (e la sanzione … Continua a leggere

Figli rubati – In libreria dal 25 settembre 2015

Il 12 febbraio 2015 è iniziato a Roma un importante processo per i crimini di lesa umanità subiti da 42 italiani sequestrati e uccisi nell'ambito del Piano Condor. Questo accordo segreto tra i governi e le polizie di sette Paesi del Sud America è stato realizzato tra gli anni Settanta e Ottanta fuori da qualsiasi alveo costituzionale per reprimere l'opposizione, facendo scomparire una intera generazione di giovani impegnati nella difesa dei diritti umani. Tra le parti civili del processo ci sono quattro quarantenni: furono rubati appena nati alle loro madri internate nei centri di tortura del 'Condor', e affidati a famiglie contigue ai regimi per essere educati secondo valori «occidentali e cristiani». La loro storia, insieme a quella dei 42 giovani desaparecidos italiani, è ricostruita nel nuovo libro-inchiesta di Federico Tulli, “Figli rubati. L'Italia, la Chiesa e i desaparecidos” in uscita per L'Asino d'oro edizioni
L'indagine dell'autore parte da Milano. Qui vivono i parenti di una ragazza scomparsa nel 1977, e ritrovata in maniera rocambolesca nel 2014, i cui nonni dopo aver saputo della sua nascita in un lager di Buenos Aires si rivolsero senza successo anche a Jorge Mario Bergoglio allora capo dei gesuiti argentini. Secondo Estela Carlotto, presidente delle Abuelas di Plaza de Mayo, che dopo 36 anni di ricerche ha ritrovato il nipote Guido, almeno 70 “figli rubati” vivono in Italia senza conoscere la propria storia e non si riesce a trovarli. Perché, come ricostruisce Tulli, le ali del Condor sono ancora aperte.
Nella prefazione l'avvocato paraguayano Martin Almada, Premio Nobel alternativo per la Pace 2002, racconta come ha scoperto nel 1992 ad Asuncion gli Archivi del terrore. Queste carte, circa 700mila documenti ammassati in una anonima caserma di polizia, negli anni hanno consentito a decine di tribunali di ricostruire parte della storia del Piano Condor. Grazie agli Archivi, il giudice spagnolo Baltazar Garzon riuscì a incriminare il dittatore cileno Augusto Pinochet, uno dei registi del Piano, e più di recente il pm Giancarlo Capaldo ha potuto istruire il processo in corso a Roma nell'Aula bunker di Rebibbia. Ma la via verso la Verità e la Giustizia, invocate dai sopravvissuti e dai familiari dei desaparecidos, è ancora lunga e tortuosa. Il 30 settembre scorso, Almada, al termine dell'Udienza generale in Vaticano, ha chiesto di persona a papa Francesco che la Santa Sede apra i propri archivi declassificando i documenti segreti riferiti al Paraguay, all’Argentina, al Cile, alla Bolivia, al Brasile e all’Uruguay.
Il ruolo ambiguo della Chiesa cattolica in queste tragiche vicende è ulteriormente evidenziato nella postfazione di Simona Maggiorelli: un'inchiesta sulla storia dei 300mila bambini rubati ai “sovversivi” nella Spagna franchista, e nei 20 anni successivi alla morte del dittatore fascista avvenuta nel 1975, all'interno di cliniche gestite da congreghe religiose. È qui che affondano le radici ideologiche dei furti di neonati perpetrati in America Latina.

Aggiornamenti Twitter