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Preti pedofili

Questo tag è associato a 10 articoli.

L’abate seriale

L’11 maggio la Cassazione potrebbe mettere la parola fine sul caso di don Bertagna. Nel 2006 confessò abusi e violenze su 38 bambini e adolescenti Federico Tulli La capacità di guadagnarsi la fiducia della vittima e sostituirsi gradualmente alle sue ideali figure di riferimento, prima di passare all’azione e violentarla, è un segno tipico nell’identikit … Continua a leggere

Pedofili, vescovi e sonnambuli

La pedofilia nel clero torna a far notizia con un dossier firmato dalla Conferenza episcopale italiana e pubblicato sul sito de l’Avvenire Federico Tulli * Cronache laiche Tra i pochi giornalisti italiani che il 31 ottobre 2010, a Roma, hanno seguito insieme a chi scrive la manifestazione internazionale organizzata da Survivors voice, che ha riunito … Continua a leggere

Fuori dall’ombra

Tra i pochi giornalisti italiani che il 31 ottobre 2010, a Roma, hanno seguito la manifestazione internazionale dei Sopravvissuti, le associazioni di vittime di preti pedofili, c’era anche la fotografa Silvia Amodio. Dopo la conferenza stampa che si è tenuta alla sede dei Radicali italiani, Silvia ha allestito un set dove ha potuto scattare immagini … Continua a leggere

Ruggero Conti: don Jekyll o signor Hyde?

Breve profilo di un uomo che, se confermato nei diversi gradi di giudizio, ha compiuto crimini orrendi consapevole di rimanere impunito grazie al proprio status sociale di prete. L’analisi dell’avvocato Luciano Santoianni e dello psichiatra Andrea Masini Federico Tulli * Cronache Laiche. Il quotidiano. Laico per vocazione Sebbene sia stato relegato prevalentemente nelle pagine di … Continua a leggere

Beato tra gli uomini. E che uomini

di Federico Tulli Sì, è vero. Cristo è morto dal freddo. E Karol Wojtyla non sapeva che Marcial Maciel Degollado, il sacerdote messicano fondatore dei Legionari di Cristo, fosse un sadico violentatore pedofilo. Passi che il principale responsabile della repentina fine del partito dei lavoratori in Europa (grazie a un “prestito” della Banda della Magliana) … Continua a leggere

Figli rubati – In libreria dal 25 settembre 2015

Il 12 febbraio 2015 è iniziato a Roma un importante processo per i crimini di lesa umanità subiti da 42 italiani sequestrati e uccisi nell'ambito del Piano Condor. Questo accordo segreto tra i governi e le polizie di sette Paesi del Sud America è stato realizzato tra gli anni Settanta e Ottanta fuori da qualsiasi alveo costituzionale per reprimere l'opposizione, facendo scomparire una intera generazione di giovani impegnati nella difesa dei diritti umani. Tra le parti civili del processo ci sono quattro quarantenni: furono rubati appena nati alle loro madri internate nei centri di tortura del 'Condor', e affidati a famiglie contigue ai regimi per essere educati secondo valori «occidentali e cristiani». La loro storia, insieme a quella dei 42 giovani desaparecidos italiani, è ricostruita nel nuovo libro-inchiesta di Federico Tulli, “Figli rubati. L'Italia, la Chiesa e i desaparecidos” in uscita per L'Asino d'oro edizioni
L'indagine dell'autore parte da Milano. Qui vivono i parenti di una ragazza scomparsa nel 1977, e ritrovata in maniera rocambolesca nel 2014, i cui nonni dopo aver saputo della sua nascita in un lager di Buenos Aires si rivolsero senza successo anche a Jorge Mario Bergoglio allora capo dei gesuiti argentini. Secondo Estela Carlotto, presidente delle Abuelas di Plaza de Mayo, che dopo 36 anni di ricerche ha ritrovato il nipote Guido, almeno 70 “figli rubati” vivono in Italia senza conoscere la propria storia e non si riesce a trovarli. Perché, come ricostruisce Tulli, le ali del Condor sono ancora aperte.
Nella prefazione l'avvocato paraguayano Martin Almada, Premio Nobel alternativo per la Pace 2002, racconta come ha scoperto nel 1992 ad Asuncion gli Archivi del terrore. Queste carte, circa 700mila documenti ammassati in una anonima caserma di polizia, negli anni hanno consentito a decine di tribunali di ricostruire parte della storia del Piano Condor. Grazie agli Archivi, il giudice spagnolo Baltazar Garzon riuscì a incriminare il dittatore cileno Augusto Pinochet, uno dei registi del Piano, e più di recente il pm Giancarlo Capaldo ha potuto istruire il processo in corso a Roma nell'Aula bunker di Rebibbia. Ma la via verso la Verità e la Giustizia, invocate dai sopravvissuti e dai familiari dei desaparecidos, è ancora lunga e tortuosa. Il 30 settembre scorso, Almada, al termine dell'Udienza generale in Vaticano, ha chiesto di persona a papa Francesco che la Santa Sede apra i propri archivi declassificando i documenti segreti riferiti al Paraguay, all’Argentina, al Cile, alla Bolivia, al Brasile e all’Uruguay.
Il ruolo ambiguo della Chiesa cattolica in queste tragiche vicende è ulteriormente evidenziato nella postfazione di Simona Maggiorelli: un'inchiesta sulla storia dei 300mila bambini rubati ai “sovversivi” nella Spagna franchista, e nei 20 anni successivi alla morte del dittatore fascista avvenuta nel 1975, all'interno di cliniche gestite da congreghe religiose. È qui che affondano le radici ideologiche dei furti di neonati perpetrati in America Latina.

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