//
archives

Pedofilia

Questo tag è associato a 42 articoli.

Scout e pedofilia, la promessa violata

Lo scandalo degli abusi che ha travolto i Boy scout of America ha radici antiche, e inquietanti analogie con le vicende che hanno squassato le fondamenta della Chiesa cattolica — Il primo doloroso, profondo squarcio si è aperto il 30 marzo del 2005 quando un autorevole dirigente nazionale del corpo dei Boy scout statunitensi si … Continua a leggere

Pedofilia, il lato B della Famiglia

Abusata dall’età di otto anni e per tutta l’adolescenza dal nonno (Parma). Uccide il padre, pregiudicato per violenza su una tredicenne, perché lo sospetta di aver stuprato anche sua figlia (Taranto). Arrestato con l’accusa di aver violentato due nipotini, di cui uno invalido (Bergamo). L’attenzione dell’opinione pubblica è oramai da tempo puntata, giustamente, sulla impressionante … Continua a leggere

Se il disabile diventa un business

L’Ente nazionale sordomuti in odore di conflitto d’interessi. Un’interrogazione dei Radicali solleva il caso dei criteri di assegnazione dei fondi pubblici alle Onlus assistenziali Federico Tulli Assistenza non sempre fa rima con trasparenza. Nella galassia di Onlus che si occupano della gestione e della redistribuzione dei fondi pubblici per il sostegno e/o la cura di … Continua a leggere

Un vescovo piccolo piccolo

Un altro prete pedofilo (reo confesso). Un altro abomivenole silenzio vaticano. La Santa Sede è impegnata a raccogliere «gli elementi necessari, in vista di una valutazione approfondita» Federico Tulli Monsignor Roger Vangheluwe, l’ex vescovo di Bruges reo confesso nel 2010 di aver abusato per anni di suo nipote nemmeno adolescente durante gli anni ’70, e … Continua a leggere

Pedofili, vescovi e sonnambuli

La pedofilia nel clero torna a far notizia con un dossier firmato dalla Conferenza episcopale italiana e pubblicato sul sito de l’Avvenire Federico Tulli * Cronache laiche Tra i pochi giornalisti italiani che il 31 ottobre 2010, a Roma, hanno seguito insieme a chi scrive la manifestazione internazionale organizzata da Survivors voice, che ha riunito … Continua a leggere

Figli rubati – In libreria dal 25 settembre 2015

Il 12 febbraio 2015 è iniziato a Roma un importante processo per i crimini di lesa umanità subiti da 42 italiani sequestrati e uccisi nell'ambito del Piano Condor. Questo accordo segreto tra i governi e le polizie di sette Paesi del Sud America è stato realizzato tra gli anni Settanta e Ottanta fuori da qualsiasi alveo costituzionale per reprimere l'opposizione, facendo scomparire una intera generazione di giovani impegnati nella difesa dei diritti umani. Tra le parti civili del processo ci sono quattro quarantenni: furono rubati appena nati alle loro madri internate nei centri di tortura del 'Condor', e affidati a famiglie contigue ai regimi per essere educati secondo valori «occidentali e cristiani». La loro storia, insieme a quella dei 42 giovani desaparecidos italiani, è ricostruita nel nuovo libro-inchiesta di Federico Tulli, “Figli rubati. L'Italia, la Chiesa e i desaparecidos” in uscita per L'Asino d'oro edizioni
L'indagine dell'autore parte da Milano. Qui vivono i parenti di una ragazza scomparsa nel 1977, e ritrovata in maniera rocambolesca nel 2014, i cui nonni dopo aver saputo della sua nascita in un lager di Buenos Aires si rivolsero senza successo anche a Jorge Mario Bergoglio allora capo dei gesuiti argentini. Secondo Estela Carlotto, presidente delle Abuelas di Plaza de Mayo, che dopo 36 anni di ricerche ha ritrovato il nipote Guido, almeno 70 “figli rubati” vivono in Italia senza conoscere la propria storia e non si riesce a trovarli. Perché, come ricostruisce Tulli, le ali del Condor sono ancora aperte.
Nella prefazione l'avvocato paraguayano Martin Almada, Premio Nobel alternativo per la Pace 2002, racconta come ha scoperto nel 1992 ad Asuncion gli Archivi del terrore. Queste carte, circa 700mila documenti ammassati in una anonima caserma di polizia, negli anni hanno consentito a decine di tribunali di ricostruire parte della storia del Piano Condor. Grazie agli Archivi, il giudice spagnolo Baltazar Garzon riuscì a incriminare il dittatore cileno Augusto Pinochet, uno dei registi del Piano, e più di recente il pm Giancarlo Capaldo ha potuto istruire il processo in corso a Roma nell'Aula bunker di Rebibbia. Ma la via verso la Verità e la Giustizia, invocate dai sopravvissuti e dai familiari dei desaparecidos, è ancora lunga e tortuosa. Il 30 settembre scorso, Almada, al termine dell'Udienza generale in Vaticano, ha chiesto di persona a papa Francesco che la Santa Sede apra i propri archivi declassificando i documenti segreti riferiti al Paraguay, all’Argentina, al Cile, alla Bolivia, al Brasile e all’Uruguay.
Il ruolo ambiguo della Chiesa cattolica in queste tragiche vicende è ulteriormente evidenziato nella postfazione di Simona Maggiorelli: un'inchiesta sulla storia dei 300mila bambini rubati ai “sovversivi” nella Spagna franchista, e nei 20 anni successivi alla morte del dittatore fascista avvenuta nel 1975, all'interno di cliniche gestite da congreghe religiose. È qui che affondano le radici ideologiche dei furti di neonati perpetrati in America Latina.

Aggiornamenti Twitter