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Einaudi

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L’Unità al microscopio

Esce per Einaudi una raccolta di saggi dedicati a «scienze e cultura dell’Italia unita». Curata da Francesco Cassata e Claudio Pogliano, evidenzia con estremo rigore il ruolo del sapere e della ricerca nella nascita e nello sviluppo della nazione. I curatori: «Ci s’imbatte spesso nell’ansioso interrogativo, da quale genere e grado di declino sia afflitto … Continua a leggere

Spartaco, rivolta di ieri e schiavi di oggi

Un originale ritratto del condottiero che guidò la più famosa rivolta servile della storia antica, nel nuovo libro di Aldo Schiavone Federico Tulli Talmente intrigante da somigliare a una leggenda, la vicenda di Spartaco, «lo schiavo che sfidò l’impero», a partire da Sallustio e Livio ha ispirato ricostruzioni storiche e narrazioni ed è stata al … Continua a leggere

Il Paese dei veleni

Una rassegna culturale e un libro. Tra attualità e storia. Lo scrittore e giornalista Carlo Lucarelli indaga i crimini che hanno infettato lo sviluppo democratico in Italia di Federico Tulli   L’insabbiamento delle indagini sulle stragi, dai rastrellamenti di civili da parte dei nazi-fascisti durante la II guerra mondiale sino a quelle di fine anni … Continua a leggere

Quel “rumore di fondo” che disturba i Paesi ricchi

Domenica 9 maggio, a Roma, l’ultimo grave atto di violenza xenofoba. Il 14 maggio all’Accademia dei Lincei si parlerà di “Migrazioni: un mondo in cammino che è ancora abbandonato a se stesso” di Federico Tulli «Generalmente sono di piccola statura e di pelle scura. Non amano l’acqua, molti di loro puzzano, anche perché tengono lo … Continua a leggere

L’arte di fare diagnosi

Caso letterario negli Usa, Ogni paziente racconta la sua storia di Lisa Sanders, fa discutere anche in Italia. Il cardine della medicina analizzato da Carlo Flamigni, ginecologo, e Luana Testa, psichiatra di Federico Tulli «La ragazza era ricoverata da due giorni nel reparto di terapia intensiva del Nassau university medical center; era stata visitata da … Continua a leggere

Figli rubati – In libreria dal 25 settembre 2015

Il 12 febbraio 2015 è iniziato a Roma un importante processo per i crimini di lesa umanità subiti da 42 italiani sequestrati e uccisi nell'ambito del Piano Condor. Questo accordo segreto tra i governi e le polizie di sette Paesi del Sud America è stato realizzato tra gli anni Settanta e Ottanta fuori da qualsiasi alveo costituzionale per reprimere l'opposizione, facendo scomparire una intera generazione di giovani impegnati nella difesa dei diritti umani. Tra le parti civili del processo ci sono quattro quarantenni: furono rubati appena nati alle loro madri internate nei centri di tortura del 'Condor', e affidati a famiglie contigue ai regimi per essere educati secondo valori «occidentali e cristiani». La loro storia, insieme a quella dei 42 giovani desaparecidos italiani, è ricostruita nel nuovo libro-inchiesta di Federico Tulli, “Figli rubati. L'Italia, la Chiesa e i desaparecidos” in uscita per L'Asino d'oro edizioni
L'indagine dell'autore parte da Milano. Qui vivono i parenti di una ragazza scomparsa nel 1977, e ritrovata in maniera rocambolesca nel 2014, i cui nonni dopo aver saputo della sua nascita in un lager di Buenos Aires si rivolsero senza successo anche a Jorge Mario Bergoglio allora capo dei gesuiti argentini. Secondo Estela Carlotto, presidente delle Abuelas di Plaza de Mayo, che dopo 36 anni di ricerche ha ritrovato il nipote Guido, almeno 70 “figli rubati” vivono in Italia senza conoscere la propria storia e non si riesce a trovarli. Perché, come ricostruisce Tulli, le ali del Condor sono ancora aperte.
Nella prefazione l'avvocato paraguayano Martin Almada, Premio Nobel alternativo per la Pace 2002, racconta come ha scoperto nel 1992 ad Asuncion gli Archivi del terrore. Queste carte, circa 700mila documenti ammassati in una anonima caserma di polizia, negli anni hanno consentito a decine di tribunali di ricostruire parte della storia del Piano Condor. Grazie agli Archivi, il giudice spagnolo Baltazar Garzon riuscì a incriminare il dittatore cileno Augusto Pinochet, uno dei registi del Piano, e più di recente il pm Giancarlo Capaldo ha potuto istruire il processo in corso a Roma nell'Aula bunker di Rebibbia. Ma la via verso la Verità e la Giustizia, invocate dai sopravvissuti e dai familiari dei desaparecidos, è ancora lunga e tortuosa. Il 30 settembre scorso, Almada, al termine dell'Udienza generale in Vaticano, ha chiesto di persona a papa Francesco che la Santa Sede apra i propri archivi declassificando i documenti segreti riferiti al Paraguay, all’Argentina, al Cile, alla Bolivia, al Brasile e all’Uruguay.
Il ruolo ambiguo della Chiesa cattolica in queste tragiche vicende è ulteriormente evidenziato nella postfazione di Simona Maggiorelli: un'inchiesta sulla storia dei 300mila bambini rubati ai “sovversivi” nella Spagna franchista, e nei 20 anni successivi alla morte del dittatore fascista avvenuta nel 1975, all'interno di cliniche gestite da congreghe religiose. È qui che affondano le radici ideologiche dei furti di neonati perpetrati in America Latina.

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