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Chiesa e pedofilia

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Linee guida anti-pedofilia, il topolino ha partorito il topolino

Chi si aspettava un nulla di fatto non è rimasto deluso. Le “Nuove linee guida anti-pedofilia” annunciate un anno fa dalla Conferenza episcopale italiana e rese pubbliche dal segretario generale della Cei, monsignor Mariano Crociata, in sostanza non spostano di un millimetro l’approccio molle che i vescovi italiani hanno sempre tenuto nei confronti di questo … Continua a leggere

“Chiesa e pedofilia” torna nella Città eterna

I mostri sacri

Cosa hanno in comune i gerarchi della Chiesa cattolica, Freud e Foucault? Un’”idea” talmente perversa e insensata della realtà umana, che legittima la pedofilia. Su Cronache Laiche ecco la tesi dello psichiatra Masini intervenuto a un coraggioso convegno sul tema Federico Tulli Nell’applicare una tecnica di disinformazione piuttosto ricorrente tra i gerarchi della Chiesa cattolica … Continua a leggere

Scienza, laicità, religione

Questa è la mia relazione introduttiva al convegno (semi-clandestino) che si è svolto alla sala Conferenze della Camera il 28 ottobre 2011 *** Il 17 settembre 2011 si è svolta a Londra la IV Marcia di sostegno alla Campagna per un’Europa Laica. Nella capitale inglese migliaia di persone, in gran parte giovani, hanno manifestato per … Continua a leggere

Fumo negli occhi

La Santa Sede vara le linee guida della “tolleranza zero” contro la pedofilia nel clero. Una storia già vista Federico Tulli Per 1.250 anni sradicare la pedofilia dagli ambienti ecclesiastici non è di certo stato una priorità per i gerarchi della Chiesa cattolica. Dal 305, anno in cui al concilio di Elvira per gli «stupratores … Continua a leggere

Figli rubati – In libreria dal 25 settembre 2015

Il 12 febbraio 2015 è iniziato a Roma un importante processo per i crimini di lesa umanità subiti da 42 italiani sequestrati e uccisi nell'ambito del Piano Condor. Questo accordo segreto tra i governi e le polizie di sette Paesi del Sud America è stato realizzato tra gli anni Settanta e Ottanta fuori da qualsiasi alveo costituzionale per reprimere l'opposizione, facendo scomparire una intera generazione di giovani impegnati nella difesa dei diritti umani. Tra le parti civili del processo ci sono quattro quarantenni: furono rubati appena nati alle loro madri internate nei centri di tortura del 'Condor', e affidati a famiglie contigue ai regimi per essere educati secondo valori «occidentali e cristiani». La loro storia, insieme a quella dei 42 giovani desaparecidos italiani, è ricostruita nel nuovo libro-inchiesta di Federico Tulli, “Figli rubati. L'Italia, la Chiesa e i desaparecidos” in uscita per L'Asino d'oro edizioni
L'indagine dell'autore parte da Milano. Qui vivono i parenti di una ragazza scomparsa nel 1977, e ritrovata in maniera rocambolesca nel 2014, i cui nonni dopo aver saputo della sua nascita in un lager di Buenos Aires si rivolsero senza successo anche a Jorge Mario Bergoglio allora capo dei gesuiti argentini. Secondo Estela Carlotto, presidente delle Abuelas di Plaza de Mayo, che dopo 36 anni di ricerche ha ritrovato il nipote Guido, almeno 70 “figli rubati” vivono in Italia senza conoscere la propria storia e non si riesce a trovarli. Perché, come ricostruisce Tulli, le ali del Condor sono ancora aperte.
Nella prefazione l'avvocato paraguayano Martin Almada, Premio Nobel alternativo per la Pace 2002, racconta come ha scoperto nel 1992 ad Asuncion gli Archivi del terrore. Queste carte, circa 700mila documenti ammassati in una anonima caserma di polizia, negli anni hanno consentito a decine di tribunali di ricostruire parte della storia del Piano Condor. Grazie agli Archivi, il giudice spagnolo Baltazar Garzon riuscì a incriminare il dittatore cileno Augusto Pinochet, uno dei registi del Piano, e più di recente il pm Giancarlo Capaldo ha potuto istruire il processo in corso a Roma nell'Aula bunker di Rebibbia. Ma la via verso la Verità e la Giustizia, invocate dai sopravvissuti e dai familiari dei desaparecidos, è ancora lunga e tortuosa. Il 30 settembre scorso, Almada, al termine dell'Udienza generale in Vaticano, ha chiesto di persona a papa Francesco che la Santa Sede apra i propri archivi declassificando i documenti segreti riferiti al Paraguay, all’Argentina, al Cile, alla Bolivia, al Brasile e all’Uruguay.
Il ruolo ambiguo della Chiesa cattolica in queste tragiche vicende è ulteriormente evidenziato nella postfazione di Simona Maggiorelli: un'inchiesta sulla storia dei 300mila bambini rubati ai “sovversivi” nella Spagna franchista, e nei 20 anni successivi alla morte del dittatore fascista avvenuta nel 1975, all'interno di cliniche gestite da congreghe religiose. È qui che affondano le radici ideologiche dei furti di neonati perpetrati in America Latina.

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