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Chiarelettere

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«Emanuela Orlandi è ancora viva»

Ferdinando Imposimato, il magistrato che per primo interrogò Ali Agca, e il giornalista Sandro Provvisionato, firmano il libro inchiesta Attentato al Papa. Basato su documenti ufficiali, tra cui molti inediti dagli archivi dei servizi segreti d’Oltrecortina Federico Tulli Il 13 maggio 1981 alcuni spari riecheggiano in piazza San Pietro a Città del Vaticano. Ad accasciarsi … Continua a leggere

La Chiesa del potere

Una rigorosa inchiesta sulla vicenda umana e politica del papa polacco. La storia “segreta” degli ultimi 50 anni del Vaticano. Arrivano in libreria due testi fondamentali per conoscere ciò che tv e stampa non dicono Federico Tulli Non c’è solo il volto di Karol Wojtyla sofferente negli ultimi giorni di vita o appena ferito dal … Continua a leggere

I furbetti col collarino

Con la nuova legge antiriciclaggio il Vaticano sarà l’unico Paese totalitario a entrare nella “white list” delle istituzioni bancarie mondiali Federico Tulli Tanto rumore per nulla. Accolta come una vera e propria “rivoluzione” nella legislazione della Città del Vaticano, la normativa antiriciclaggio emanata il 30 dicembre scorso per attuare la Convenzione Monetaria tra lo Stato … Continua a leggere

Comunione e liberazione spa

È la lobby più potente d’Italia. Con 70 miliardi di fatturato annuo, 34mila imprese “controllate”, 300mila aderenti. Ferruccio Pinotti indaga per la prima volta la galassia ciellina di Federico Tulli Più potente dell’Opus dei, più efficiente della massoneria, più ramificata di Confindustria». In quasi 50 anni di attività, Comunione e liberazione è diventata una realtà … Continua a leggere

Vaticano horror tour

Decine di migliaia di abusi commessi in tutto il mondo all’ombra delle diocesi. Il Novecento passerà alla storia come l’inizio del declino, non solo economico, della Chiesa cattolica di Federico Tulli Mentre andiamo in stampa si sta per concludere l’assemblea plenaria della Conferenza episcopale tedesca (Dbk). Non sappiamo dunque se dopo il suo lungo silenzio … Continua a leggere

Figli rubati – In libreria dal 25 settembre 2015

Il 12 febbraio 2015 è iniziato a Roma un importante processo per i crimini di lesa umanità subiti da 42 italiani sequestrati e uccisi nell'ambito del Piano Condor. Questo accordo segreto tra i governi e le polizie di sette Paesi del Sud America è stato realizzato tra gli anni Settanta e Ottanta fuori da qualsiasi alveo costituzionale per reprimere l'opposizione, facendo scomparire una intera generazione di giovani impegnati nella difesa dei diritti umani. Tra le parti civili del processo ci sono quattro quarantenni: furono rubati appena nati alle loro madri internate nei centri di tortura del 'Condor', e affidati a famiglie contigue ai regimi per essere educati secondo valori «occidentali e cristiani». La loro storia, insieme a quella dei 42 giovani desaparecidos italiani, è ricostruita nel nuovo libro-inchiesta di Federico Tulli, “Figli rubati. L'Italia, la Chiesa e i desaparecidos” in uscita per L'Asino d'oro edizioni
L'indagine dell'autore parte da Milano. Qui vivono i parenti di una ragazza scomparsa nel 1977, e ritrovata in maniera rocambolesca nel 2014, i cui nonni dopo aver saputo della sua nascita in un lager di Buenos Aires si rivolsero senza successo anche a Jorge Mario Bergoglio allora capo dei gesuiti argentini. Secondo Estela Carlotto, presidente delle Abuelas di Plaza de Mayo, che dopo 36 anni di ricerche ha ritrovato il nipote Guido, almeno 70 “figli rubati” vivono in Italia senza conoscere la propria storia e non si riesce a trovarli. Perché, come ricostruisce Tulli, le ali del Condor sono ancora aperte.
Nella prefazione l'avvocato paraguayano Martin Almada, Premio Nobel alternativo per la Pace 2002, racconta come ha scoperto nel 1992 ad Asuncion gli Archivi del terrore. Queste carte, circa 700mila documenti ammassati in una anonima caserma di polizia, negli anni hanno consentito a decine di tribunali di ricostruire parte della storia del Piano Condor. Grazie agli Archivi, il giudice spagnolo Baltazar Garzon riuscì a incriminare il dittatore cileno Augusto Pinochet, uno dei registi del Piano, e più di recente il pm Giancarlo Capaldo ha potuto istruire il processo in corso a Roma nell'Aula bunker di Rebibbia. Ma la via verso la Verità e la Giustizia, invocate dai sopravvissuti e dai familiari dei desaparecidos, è ancora lunga e tortuosa. Il 30 settembre scorso, Almada, al termine dell'Udienza generale in Vaticano, ha chiesto di persona a papa Francesco che la Santa Sede apra i propri archivi declassificando i documenti segreti riferiti al Paraguay, all’Argentina, al Cile, alla Bolivia, al Brasile e all’Uruguay.
Il ruolo ambiguo della Chiesa cattolica in queste tragiche vicende è ulteriormente evidenziato nella postfazione di Simona Maggiorelli: un'inchiesta sulla storia dei 300mila bambini rubati ai “sovversivi” nella Spagna franchista, e nei 20 anni successivi alla morte del dittatore fascista avvenuta nel 1975, all'interno di cliniche gestite da congreghe religiose. È qui che affondano le radici ideologiche dei furti di neonati perpetrati in America Latina.

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