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Politiche sanitarie

Questa categoria contiene 34 articoli

Ultimi spasmi di una legge zombie

Parecchie ombre, poche luci. La Relazione annuale sullo stato della fecondazione assistita in Italia commentata da Filomena Gallo, l’avvocato che ha portato la 40/2004 in tribunale di Federico Tulli A marzo, la Corte europea dei Diritti dell’uomo nel condannare l’Austria per il divieto di fecondazione eterologa contenuto nella sua legislazione ha assestato, di riflesso, un … Continua a leggere

Filomena Gallo: «Della legge 40 non resterà più nulla»

Dopo la sentenza di Strasburgo contro la legge austriaca che vieta la fecondazione eterologa, si prevedono numerosi ricorsi anche in Italia. L’analisi dell’avvocato Filomena Gallo, vice segretaria dell’associazione Coscioni di Federico Tulli L’uomo che ha avuto un tumore, il giovane che ha preso una violenta pallonata ai testicoli, la donna che va in menopausa precoce … Continua a leggere

Poteri forti contro la Ru486

Le gerarchie ecclesiastiche impongono al governo italiano di modificare la legge 194. Varando linee guida per costringere al ricovero chi per abortire sceglie la via farmacologica di Federico Tulli «In caso di mia elezione sarò molto ferma: c’è la legge 194 da applicare. Se ci sono metodi che tutelano la salute della donna vanno considerati. … Continua a leggere

Il ministro vaticano

Da titolare della Salute, Ferruccio Fazio si reca Oltretevere per pronunciare un discorso ufficiale. E affonda la ricerca sulle cellule staminali embrionali di Federico Tulli «E’ molto grave per la comunità scientifica cronicamente sofferente per la mancanza di finanziamenti che il governo italiano abbia deciso di affrontare la crisi finanziaria tagliando i fondi per la … Continua a leggere

Cronaca di un flop annunciato

Il vaccino contro l’influenza A-H1N1 è invenduto ovunque di Federico Tulli Scomparsa a dicembre dalle prime pagine ma anche dalla cronaca e dai servizi scientifici, l’influenza A-H1N1 è riapparsa improvvisamente a inizio 2010. Nelle pagine economiche. Anzi, degli annunci economici. Dopo la corsa all’acquisto di centinaia di milioni di scorte di vaccini per prevenire la diffusione … Continua a leggere

Figli rubati – In libreria dal 25 settembre 2015

Il 12 febbraio 2015 è iniziato a Roma un importante processo per i crimini di lesa umanità subiti da 42 italiani sequestrati e uccisi nell'ambito del Piano Condor. Questo accordo segreto tra i governi e le polizie di sette Paesi del Sud America è stato realizzato tra gli anni Settanta e Ottanta fuori da qualsiasi alveo costituzionale per reprimere l'opposizione, facendo scomparire una intera generazione di giovani impegnati nella difesa dei diritti umani. Tra le parti civili del processo ci sono quattro quarantenni: furono rubati appena nati alle loro madri internate nei centri di tortura del 'Condor', e affidati a famiglie contigue ai regimi per essere educati secondo valori «occidentali e cristiani». La loro storia, insieme a quella dei 42 giovani desaparecidos italiani, è ricostruita nel nuovo libro-inchiesta di Federico Tulli, “Figli rubati. L'Italia, la Chiesa e i desaparecidos” in uscita per L'Asino d'oro edizioni
L'indagine dell'autore parte da Milano. Qui vivono i parenti di una ragazza scomparsa nel 1977, e ritrovata in maniera rocambolesca nel 2014, i cui nonni dopo aver saputo della sua nascita in un lager di Buenos Aires si rivolsero senza successo anche a Jorge Mario Bergoglio allora capo dei gesuiti argentini. Secondo Estela Carlotto, presidente delle Abuelas di Plaza de Mayo, che dopo 36 anni di ricerche ha ritrovato il nipote Guido, almeno 70 “figli rubati” vivono in Italia senza conoscere la propria storia e non si riesce a trovarli. Perché, come ricostruisce Tulli, le ali del Condor sono ancora aperte.
Nella prefazione l'avvocato paraguayano Martin Almada, Premio Nobel alternativo per la Pace 2002, racconta come ha scoperto nel 1992 ad Asuncion gli Archivi del terrore. Queste carte, circa 700mila documenti ammassati in una anonima caserma di polizia, negli anni hanno consentito a decine di tribunali di ricostruire parte della storia del Piano Condor. Grazie agli Archivi, il giudice spagnolo Baltazar Garzon riuscì a incriminare il dittatore cileno Augusto Pinochet, uno dei registi del Piano, e più di recente il pm Giancarlo Capaldo ha potuto istruire il processo in corso a Roma nell'Aula bunker di Rebibbia. Ma la via verso la Verità e la Giustizia, invocate dai sopravvissuti e dai familiari dei desaparecidos, è ancora lunga e tortuosa. Il 30 settembre scorso, Almada, al termine dell'Udienza generale in Vaticano, ha chiesto di persona a papa Francesco che la Santa Sede apra i propri archivi declassificando i documenti segreti riferiti al Paraguay, all’Argentina, al Cile, alla Bolivia, al Brasile e all’Uruguay.
Il ruolo ambiguo della Chiesa cattolica in queste tragiche vicende è ulteriormente evidenziato nella postfazione di Simona Maggiorelli: un'inchiesta sulla storia dei 300mila bambini rubati ai “sovversivi” nella Spagna franchista, e nei 20 anni successivi alla morte del dittatore fascista avvenuta nel 1975, all'interno di cliniche gestite da congreghe religiose. È qui che affondano le radici ideologiche dei furti di neonati perpetrati in America Latina.

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