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Questa categoria contiene 6 articoli

Emigro, dunque sono

di Federico Tulli – left 23/2009 del 12 giugno 2009 Migrante per natura, da migliaia di anni l’Uomo si sposta da una regione all’altra della Terra in cerca delle migliori condizioni ambientali per vivere. Un flusso ininterrotto di donne, bambini, uomini che non si è arrestato nemmeno quando la Rivoluzione industriale ha iniziato a facilitare … Continua a leggere

Sos archeologia

L’Italia è tra i Paesi con il più vasto patrimonio archeologico, ma sono ben cinque le leggi sulla valorizzazione e la tutela dei beni che dal 1991 giacciono ignorate in Parlamento. Ultima in ordine di presentazione, la 3614 sull’istituzione degli albi degli storici dell’arte e degli archeologi. Già, proprio da noi la professione di archeologo … Continua a leggere

Il Lambrusco di Dante e Virgilio che Diliberto disprezza

“A un uomo di cultura come Oliviero Diliberto posso solo rispondere che ha cominciato Virgilio a parlare di Lambrusco, seguito da Plinio il Vecchio. E del nostro vino con la schiuma, unico rosso frizzante al mondo con questa caratteristica, ha scritto anche Dante”. Ermi Bagni, direttore generale del Consorzio Marchio Storico dei Lambruschi Modenesi, commenta … Continua a leggere

Settis denuncia: Dal governo un miliardo in meno

Tutela del patrimonio a rischio La critica anche dura e sferzante è assolutamente legittima e benvenuta, ma quando viene esibita sui giornali da chi possiede precise responsabilità istituzionali con disinvoltura e gusto per la polemica, allora diventa strumentale». Con queste parole, in una nota stampa, Francesco Giro, sottosegretario ai Beni e alle attività culturali ha … Continua a leggere

Sinistra, egemonia cercasi

Intervista ad Alberto Burgio di Federico Tulli “Il pensiero di Antonio Gramsci è linfa per la riflessione politica ribelle alle parole d’ordine del Pd” Il pensiero di Antonio Gramsci è linfa per la riflessione politica ribelle alle parole d’ordine del Pd Convegni, una ridda di uscite librarie. Mostre e perfino spettacoli teatrali. Anche questo settimo … Continua a leggere

Figli rubati – In libreria dal 25 settembre 2015

Il 12 febbraio 2015 è iniziato a Roma un importante processo per i crimini di lesa umanità subiti da 42 italiani sequestrati e uccisi nell'ambito del Piano Condor. Questo accordo segreto tra i governi e le polizie di sette Paesi del Sud America è stato realizzato tra gli anni Settanta e Ottanta fuori da qualsiasi alveo costituzionale per reprimere l'opposizione, facendo scomparire una intera generazione di giovani impegnati nella difesa dei diritti umani. Tra le parti civili del processo ci sono quattro quarantenni: furono rubati appena nati alle loro madri internate nei centri di tortura del 'Condor', e affidati a famiglie contigue ai regimi per essere educati secondo valori «occidentali e cristiani». La loro storia, insieme a quella dei 42 giovani desaparecidos italiani, è ricostruita nel nuovo libro-inchiesta di Federico Tulli, “Figli rubati. L'Italia, la Chiesa e i desaparecidos” in uscita per L'Asino d'oro edizioni
L'indagine dell'autore parte da Milano. Qui vivono i parenti di una ragazza scomparsa nel 1977, e ritrovata in maniera rocambolesca nel 2014, i cui nonni dopo aver saputo della sua nascita in un lager di Buenos Aires si rivolsero senza successo anche a Jorge Mario Bergoglio allora capo dei gesuiti argentini. Secondo Estela Carlotto, presidente delle Abuelas di Plaza de Mayo, che dopo 36 anni di ricerche ha ritrovato il nipote Guido, almeno 70 “figli rubati” vivono in Italia senza conoscere la propria storia e non si riesce a trovarli. Perché, come ricostruisce Tulli, le ali del Condor sono ancora aperte.
Nella prefazione l'avvocato paraguayano Martin Almada, Premio Nobel alternativo per la Pace 2002, racconta come ha scoperto nel 1992 ad Asuncion gli Archivi del terrore. Queste carte, circa 700mila documenti ammassati in una anonima caserma di polizia, negli anni hanno consentito a decine di tribunali di ricostruire parte della storia del Piano Condor. Grazie agli Archivi, il giudice spagnolo Baltazar Garzon riuscì a incriminare il dittatore cileno Augusto Pinochet, uno dei registi del Piano, e più di recente il pm Giancarlo Capaldo ha potuto istruire il processo in corso a Roma nell'Aula bunker di Rebibbia. Ma la via verso la Verità e la Giustizia, invocate dai sopravvissuti e dai familiari dei desaparecidos, è ancora lunga e tortuosa. Il 30 settembre scorso, Almada, al termine dell'Udienza generale in Vaticano, ha chiesto di persona a papa Francesco che la Santa Sede apra i propri archivi declassificando i documenti segreti riferiti al Paraguay, all’Argentina, al Cile, alla Bolivia, al Brasile e all’Uruguay.
Il ruolo ambiguo della Chiesa cattolica in queste tragiche vicende è ulteriormente evidenziato nella postfazione di Simona Maggiorelli: un'inchiesta sulla storia dei 300mila bambini rubati ai “sovversivi” nella Spagna franchista, e nei 20 anni successivi alla morte del dittatore fascista avvenuta nel 1975, all'interno di cliniche gestite da congreghe religiose. È qui che affondano le radici ideologiche dei furti di neonati perpetrati in America Latina.

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