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Economia canaglia

Questa categoria contiene 18 articoli

Una (diversa) via d’uscita dalla crisi

Un saggio di estrema attualità recupera il pensiero di Riccardo Lombardi. In tempi non sospetti prospettò la sfaldatura socio-culturale-economica dei Paesi a trazione neo liberista. Il volume sarà presentato questa sera a “Piazza bella piazza” la festa della CGIL di Roma e del Lazio Federico Tulli, Cronache Laiche Un libro che recupera una delle migliori proposte … Continua a leggere

Un mondo senza consumismo è possibile

In uscita il 16 luglio Il libro che le multinazionali non ti farebbero mai leggere. Il giornalista austriaco Klaus Werner-Lobo analizza le cause degli squilibri socioeconomici che ricadono sulle spalle dei Paesi poveri e in  via di sviluppo di Federico Tulli Warren Buffet è l’uomo più ricco del mondo. Possiede un patrimonio di circa 62 … Continua a leggere

La banca che induce in tentazione

Dalla parola di Dio alla società per azioni. Tra conti correnti cifrati e transazioni segrete, in Vaticano spa (ed. Chiarelettere) il giornalista di Panorama Gianluigi Nuzzi ricostruisce la storia occulta dell’Istituto opere religiose del dopo Marcinkus di Federico Tulli Ricatti, truffe, tangenti, minacce. E poi ancora, conti correnti cifrati, bonifici, bilanci di società fittizie, verbali, … Continua a leggere

Il ritorno di Vandana

«Fino a poco tempo fa chi parlava di crisi veniva bollato come una cassandra. Oggi “crisi” sembra diventata la parola d’ordine. Perché la crisi, o meglio, le crisi sono più che mai evidenti. Così evidenti che anche i principali responsabili del disastro si stanno tardivamente dannando per trovare delle soluzioni. Sono gli stessi che hanno … Continua a leggere

Loretta Napoleoni: I bugiardi dell’ottimismo

Invece di azzerare il rischio “subprime” i governi lo caricano sui cittadini. Mentre la finanza islamica è ben florida e alimenta il fondamentalismo. La denuncia dell’economista Loretta Napoleoni nel suo nuovo libro di Federico Tulli Dottoressa Napoleoni, La morsa prosegue quelle inchieste. Alla luce dello scandalo dei subprime che ha scosso le fondamenta economico-finanziarie dell’Occidente, … Continua a leggere

Figli rubati – In libreria dal 25 settembre 2015

Il 12 febbraio 2015 è iniziato a Roma un importante processo per i crimini di lesa umanità subiti da 42 italiani sequestrati e uccisi nell'ambito del Piano Condor. Questo accordo segreto tra i governi e le polizie di sette Paesi del Sud America è stato realizzato tra gli anni Settanta e Ottanta fuori da qualsiasi alveo costituzionale per reprimere l'opposizione, facendo scomparire una intera generazione di giovani impegnati nella difesa dei diritti umani. Tra le parti civili del processo ci sono quattro quarantenni: furono rubati appena nati alle loro madri internate nei centri di tortura del 'Condor', e affidati a famiglie contigue ai regimi per essere educati secondo valori «occidentali e cristiani». La loro storia, insieme a quella dei 42 giovani desaparecidos italiani, è ricostruita nel nuovo libro-inchiesta di Federico Tulli, “Figli rubati. L'Italia, la Chiesa e i desaparecidos” in uscita per L'Asino d'oro edizioni
L'indagine dell'autore parte da Milano. Qui vivono i parenti di una ragazza scomparsa nel 1977, e ritrovata in maniera rocambolesca nel 2014, i cui nonni dopo aver saputo della sua nascita in un lager di Buenos Aires si rivolsero senza successo anche a Jorge Mario Bergoglio allora capo dei gesuiti argentini. Secondo Estela Carlotto, presidente delle Abuelas di Plaza de Mayo, che dopo 36 anni di ricerche ha ritrovato il nipote Guido, almeno 70 “figli rubati” vivono in Italia senza conoscere la propria storia e non si riesce a trovarli. Perché, come ricostruisce Tulli, le ali del Condor sono ancora aperte.
Nella prefazione l'avvocato paraguayano Martin Almada, Premio Nobel alternativo per la Pace 2002, racconta come ha scoperto nel 1992 ad Asuncion gli Archivi del terrore. Queste carte, circa 700mila documenti ammassati in una anonima caserma di polizia, negli anni hanno consentito a decine di tribunali di ricostruire parte della storia del Piano Condor. Grazie agli Archivi, il giudice spagnolo Baltazar Garzon riuscì a incriminare il dittatore cileno Augusto Pinochet, uno dei registi del Piano, e più di recente il pm Giancarlo Capaldo ha potuto istruire il processo in corso a Roma nell'Aula bunker di Rebibbia. Ma la via verso la Verità e la Giustizia, invocate dai sopravvissuti e dai familiari dei desaparecidos, è ancora lunga e tortuosa. Il 30 settembre scorso, Almada, al termine dell'Udienza generale in Vaticano, ha chiesto di persona a papa Francesco che la Santa Sede apra i propri archivi declassificando i documenti segreti riferiti al Paraguay, all’Argentina, al Cile, alla Bolivia, al Brasile e all’Uruguay.
Il ruolo ambiguo della Chiesa cattolica in queste tragiche vicende è ulteriormente evidenziato nella postfazione di Simona Maggiorelli: un'inchiesta sulla storia dei 300mila bambini rubati ai “sovversivi” nella Spagna franchista, e nei 20 anni successivi alla morte del dittatore fascista avvenuta nel 1975, all'interno di cliniche gestite da congreghe religiose. È qui che affondano le radici ideologiche dei furti di neonati perpetrati in America Latina.

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