//
archives

Ambiente

Questa categoria contiene 5 articoli

In 150 anni l’Italia si è persa la campagna

Dieci milioni di ettari di terreno agricolo sono spariti per far posto a palazzi, centri commerciali, strade. E quel che è rimasto si è modificato per colpa delle coltivazioni estensive per biocarburanti di Federico Tulli (Corriere della sera – SetteGreen n.22) Dagli agrumeti della Conca d’Oro alle maestose sugherete galluresi, dai solari vigneti del Tavoliere … Continua a leggere

Dove osano le tartarughe marine

La specie che rischia l’estinzione ha trovato il suo habitat lungo le coste malesiane del mar Cinese meridionale. A facilitare il processo di riproduzione ci pensa il Sea turtle conservation program, anche grazie al contributo fornito dal turismo sostenibile di Federico Tulli Kuala Terengganu (Malesia) – Animale tra i più miti al mondo, la tartaruga … Continua a leggere

L’Unione europea verso un “uso sostenibile” dei pesticidi

Il Parlamento Europeo per un diversa autorizzazione d’uso dei pesticidi che comprende fra l’altro il divieto d’autorizzazione di sostanze neurotossiche Dopo un vivace dibattito, alla presenza di diversi rappresentanti dell ‘ industria chimica, degli agricoltori, degli ambientalisti e dei consumatori, il Parlamento europeo riunito in plenaria a Strasburgo ha approvato il cosiddetto “pacchetto pesticidi”. Si … Continua a leggere

Ogm causa della moria di api? Polemica tra Coldiretti e Cedab

Botta e risposta tra Coldiretti e Cedab, il Centro documentazione agrobiotecnologie, in merito alle cause che sarebbero all’origine della crescente moria di api nel mondo. Questa mattina l’organizzazione agricola aveva puntato il dito, tra l’altro, contro il pericolo rappresentato dell’estensione delle coltivazioni ogm in Italia in seguito ai nove protocolli d’intesa firmati la scorsa settimana … Continua a leggere

Moria di api, Coldiretti: a rischio salute, colture e ambiente

“Se l’ape scomparisse dalla faccia della terra, all’uomo non resterebbero che quattro anni di vita”. Lo diceva Albert Einstein e speriamo che per una volta si sia sbagliato. Sono infatti decine di migliaia gli alveari spariti in Pianura padana, mentre in Svizzera dopo l’inverno caldo si è verificato un crollo del 25 per cento della … Continua a leggere

Figli rubati – In libreria dal 25 settembre 2015

Il 12 febbraio 2015 è iniziato a Roma un importante processo per i crimini di lesa umanità subiti da 42 italiani sequestrati e uccisi nell'ambito del Piano Condor. Questo accordo segreto tra i governi e le polizie di sette Paesi del Sud America è stato realizzato tra gli anni Settanta e Ottanta fuori da qualsiasi alveo costituzionale per reprimere l'opposizione, facendo scomparire una intera generazione di giovani impegnati nella difesa dei diritti umani. Tra le parti civili del processo ci sono quattro quarantenni: furono rubati appena nati alle loro madri internate nei centri di tortura del 'Condor', e affidati a famiglie contigue ai regimi per essere educati secondo valori «occidentali e cristiani». La loro storia, insieme a quella dei 42 giovani desaparecidos italiani, è ricostruita nel nuovo libro-inchiesta di Federico Tulli, “Figli rubati. L'Italia, la Chiesa e i desaparecidos” in uscita per L'Asino d'oro edizioni
L'indagine dell'autore parte da Milano. Qui vivono i parenti di una ragazza scomparsa nel 1977, e ritrovata in maniera rocambolesca nel 2014, i cui nonni dopo aver saputo della sua nascita in un lager di Buenos Aires si rivolsero senza successo anche a Jorge Mario Bergoglio allora capo dei gesuiti argentini. Secondo Estela Carlotto, presidente delle Abuelas di Plaza de Mayo, che dopo 36 anni di ricerche ha ritrovato il nipote Guido, almeno 70 “figli rubati” vivono in Italia senza conoscere la propria storia e non si riesce a trovarli. Perché, come ricostruisce Tulli, le ali del Condor sono ancora aperte.
Nella prefazione l'avvocato paraguayano Martin Almada, Premio Nobel alternativo per la Pace 2002, racconta come ha scoperto nel 1992 ad Asuncion gli Archivi del terrore. Queste carte, circa 700mila documenti ammassati in una anonima caserma di polizia, negli anni hanno consentito a decine di tribunali di ricostruire parte della storia del Piano Condor. Grazie agli Archivi, il giudice spagnolo Baltazar Garzon riuscì a incriminare il dittatore cileno Augusto Pinochet, uno dei registi del Piano, e più di recente il pm Giancarlo Capaldo ha potuto istruire il processo in corso a Roma nell'Aula bunker di Rebibbia. Ma la via verso la Verità e la Giustizia, invocate dai sopravvissuti e dai familiari dei desaparecidos, è ancora lunga e tortuosa. Il 30 settembre scorso, Almada, al termine dell'Udienza generale in Vaticano, ha chiesto di persona a papa Francesco che la Santa Sede apra i propri archivi declassificando i documenti segreti riferiti al Paraguay, all’Argentina, al Cile, alla Bolivia, al Brasile e all’Uruguay.
Il ruolo ambiguo della Chiesa cattolica in queste tragiche vicende è ulteriormente evidenziato nella postfazione di Simona Maggiorelli: un'inchiesta sulla storia dei 300mila bambini rubati ai “sovversivi” nella Spagna franchista, e nei 20 anni successivi alla morte del dittatore fascista avvenuta nel 1975, all'interno di cliniche gestite da congreghe religiose. È qui che affondano le radici ideologiche dei furti di neonati perpetrati in America Latina.

Aggiornamenti Twitter