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About me

Federico Tulli è un giornalista professionista

  • Collaboratore storico di Left. Sul settimanale scrive sin da quando si chiamava Avvenimenti; ha firmato per sei anni la rubrica scientifica, si occupa di salute, bioetica, diritti civili, laicità dello Stato e svolge inchieste su temi inerenti la tratta di esseri umani, i fondi alla ricerca scientifica, la sanità pubblica e privata, la pedofilia nel clero cattolico e nella società, i rapporti Stato-Chiesa di Roma

  • Da giugno 2015 collabora con il settimanale uruguayano Brecha, diretto da Daniel Gatti, e con la rivista Critica liberale

  • Da maggio 2015 collabora con il settimanale Riforma e con Latinoamerica la rivista fondata e diretta da Gianni Minà

  • Da ottobre 2014 scrive su MicroMega online e cura un blog occupandosi di Chiesa e pedofilia

  • Da maggio 2012 è collaboratore di Globalist 

  • A marzo 2012 ha fondato il magazine online di cultura e scienza Babylon Post, di cui è curatore

  • Da gennaio 2012 è condirettore della testata online Cronache Laiche

  • Da settembre 2008 a febbraio 2012 è stato redattore del quotidiano Terra curando le pagine di cultura, scienza e salute.

  • A dicembre 2010 ha creato un blog-rassegna stampa sui casi di pedofilia nel clero cattolico ora trasferito sulla pagina Facebook Chiesa e pedofilia, il caso italiano

  • Dall’aprile del 2006 ha scritto articoli e inchieste per i seguenti periodici: Sette del Corriere della Sera, Imprese agricole, Macchine agricole, Ilaria cooperazione, Impianti solari

  • Da marzo 2006 a settembre 2008 ha lavorato all’agenzia stampa Il Velino. Qui ha creato ed è stato il responsabile del servizio agroalimentare firmandone la rubrica di approfondimento e pubblicando una lunga inchiesta raccolta ne “Il libro bianco del tabacco”

Nel 2010, per L’Asino d’oro edizioni, ha pubblicato il libro “Chiesa e pedofilia. Non lasciate che i pargoli vadano a loro”. Nel 2012 è uscito “I Laic” (Tempesta editore), redatto con i colleghi di Cronache Laiche. Nel 2014, di nuovo per L’Asino d’oro edizioni ha pubblicato il secondo saggio sulla pedofilia clericale dal titolo: “Chiesa e pedofilia, il caso italiano”

Indirizzo mail: federicotulli@babylonpost.com

Discussione

2 pensieri su “About me

  1. Salve Federico,
    mi complimento con lei per il blog.. ma volevo contattarla per mail ma non trovo l’indirizzo.. è possibile?
    ringrazio
    Elena

    Pubblicato da Elena Mazzali (@GdE_Elena) | 28 settembre 2011, 9:48 pm
    • Salve Elena, nemmeno io vedo la sua mail nella board “criptata” di amministrazione del blog. Pertanto non saprei come risponderle senza rendere pubblica la mia. Provi a scrivere un commento non da Twitter, così mi compare il suo indirizzo (lo posso vedere solo io), e le rispondo immediatamente, grazie!

      FT

      Pubblicato da Federico Tulli | 3 ottobre 2011, 1:36 pm

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Figli rubati – In libreria dal 25 settembre 2015

Il 12 febbraio 2015 è iniziato a Roma un importante processo per i crimini di lesa umanità subiti da 42 italiani sequestrati e uccisi nell'ambito del Piano Condor. Questo accordo segreto tra i governi e le polizie di sette Paesi del Sud America è stato realizzato tra gli anni Settanta e Ottanta fuori da qualsiasi alveo costituzionale per reprimere l'opposizione, facendo scomparire una intera generazione di giovani impegnati nella difesa dei diritti umani. Tra le parti civili del processo ci sono quattro quarantenni: furono rubati appena nati alle loro madri internate nei centri di tortura del 'Condor', e affidati a famiglie contigue ai regimi per essere educati secondo valori «occidentali e cristiani». La loro storia, insieme a quella dei 42 giovani desaparecidos italiani, è ricostruita nel nuovo libro-inchiesta di Federico Tulli, “Figli rubati. L'Italia, la Chiesa e i desaparecidos” in uscita per L'Asino d'oro edizioni
L'indagine dell'autore parte da Milano. Qui vivono i parenti di una ragazza scomparsa nel 1977, e ritrovata in maniera rocambolesca nel 2014, i cui nonni dopo aver saputo della sua nascita in un lager di Buenos Aires si rivolsero senza successo anche a Jorge Mario Bergoglio allora capo dei gesuiti argentini. Secondo Estela Carlotto, presidente delle Abuelas di Plaza de Mayo, che dopo 36 anni di ricerche ha ritrovato il nipote Guido, almeno 70 “figli rubati” vivono in Italia senza conoscere la propria storia e non si riesce a trovarli. Perché, come ricostruisce Tulli, le ali del Condor sono ancora aperte.
Nella prefazione l'avvocato paraguayano Martin Almada, Premio Nobel alternativo per la Pace 2002, racconta come ha scoperto nel 1992 ad Asuncion gli Archivi del terrore. Queste carte, circa 700mila documenti ammassati in una anonima caserma di polizia, negli anni hanno consentito a decine di tribunali di ricostruire parte della storia del Piano Condor. Grazie agli Archivi, il giudice spagnolo Baltazar Garzon riuscì a incriminare il dittatore cileno Augusto Pinochet, uno dei registi del Piano, e più di recente il pm Giancarlo Capaldo ha potuto istruire il processo in corso a Roma nell'Aula bunker di Rebibbia. Ma la via verso la Verità e la Giustizia, invocate dai sopravvissuti e dai familiari dei desaparecidos, è ancora lunga e tortuosa. Il 30 settembre scorso, Almada, al termine dell'Udienza generale in Vaticano, ha chiesto di persona a papa Francesco che la Santa Sede apra i propri archivi declassificando i documenti segreti riferiti al Paraguay, all’Argentina, al Cile, alla Bolivia, al Brasile e all’Uruguay.
Il ruolo ambiguo della Chiesa cattolica in queste tragiche vicende è ulteriormente evidenziato nella postfazione di Simona Maggiorelli: un'inchiesta sulla storia dei 300mila bambini rubati ai “sovversivi” nella Spagna franchista, e nei 20 anni successivi alla morte del dittatore fascista avvenuta nel 1975, all'interno di cliniche gestite da congreghe religiose. È qui che affondano le radici ideologiche dei furti di neonati perpetrati in America Latina.

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