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Vaticano

Pedofili, vescovi e sonnambuli

La pedofilia nel clero torna a far notizia con un dossier firmato dalla Conferenza episcopale italiana e pubblicato sul sito de l’Avvenire

Federico Tulli * Cronache laiche

Tra i pochi giornalisti italiani che il 31 ottobre 2010, a Roma, hanno seguito insieme a chi scrive la manifestazione internazionale organizzata da Survivors voice, che ha riunito sulla linea di confine tra l’Italia e Città del Vaticano numerose associazioni italiane e straniere di vittime di preti pedofili, c’era anche la fotografa Silvia Amodio. Dopo la conferenza stampa che si è tenuta alla sede dei Radicali italiani, Silvia ha allestito un set dove ha ripreso molti protagonisti dell’evento. Il risultato è una galleria di ritratti unica al mondo. Mai prima di allora un(a) giornalista aveva deciso di raccontare il dramma della pedofilia nel clero attraverso i volti di chi questo crimine lo ha subito sulla propria pelle. Con rigore ed estrema professionalità, Silvia è riuscita a restituire a queste persone la cosa che più di ogni altra coraggiosamente rivendicano. Che poi è il motivo per cui avevano deciso di riunirsi a pochi passi da Città del Vaticano (dove non li hanno fatti entrare): uscire «fuori dall’ombra» in cui la propaganda della Senta sede li ha ricacciati con le scuse in serie (o seriali) pronunciate da Benedetto XVI negli ultimi dodici mesi. Parole lucide, calcolate, quelle del papa, alle quali non sono seguiti dei fatti concreti in termini soprattutto di prevenzione dei crimini pedofili negli oratori, nei seminari, nelle scuole a gestione cattolica.

Il messaggio, indignato, dignitoso, dovuto, che i Sopravvissuti chiedevano di recapitare a Benedetto XVI il 31 ottobre scorso, è scolpito nei loro volti. E attende una risposta. Il servizio fotogiornalistico della Amodio è uscito con il numero di febbraio del mensile Marie Claire. Un applauso all’intelligenza di questa testata che ha avuto il coraggio di metterlo in pagina. Perché? Semplice. Da quando il papa ha chiesto scusa (o meglio, pronuncia scuse…) per i “peccati” commessi dai sacerdoti e coperti dalle gerarchie (di cui ha fatto e fa ancora parte), tra i media nazionali è piuttosto diffusa la convinzione che la pedofilia nella Chiesa cattolica sia un problema risolto, che quindi non fa più notizia. Nessuno, però, che si sia preso la briga di chiedere alle vittime cosa ne pensassero di queste scuse. Non un sopracciglio si è alzato Oltretevere nemmeno dopo che all’inizio dell’anno la Repubblica e Il Fatto quotidiano hanno pubblicato una lettera spedita da Malta in Vaticano, nella quale alcune vittime di sacerdoti pedofili chiedevano a Benedetto XVI giustizia per le violenze subite. «Perché – scrivono – la Chiesa di Malta protegge ancora questi scandali? Perché i preti hanno ammesso nel 2003 e tutto va avanti come se non fosse successo niente?». E ancora: «Stiamo ancora soffrendo e siamo senza giustizia dopo sette anni. Per favore, ci aiuti Lei, la preghiamo molto». Silenzio tombale. Fino al primo marzo, giorno in cui “miracolosamente” la pedofilia ritorna a far notizia con un dossier firmato dalla Conferenza episcopale italiana e pubblicato sul sito de l’Avvenire.

«Oggi, i riflettori sullo scandalo pedofilia sono di nuovo spenti (anzi spentissimi)» scrive il direttore del giornale dei vescovi Marco Tarquinio nel presentare il documento. «E a misurarsi senza lesinare energie con il feroce e avido mostro dello sfruttamento sessuale dei più piccoli sono rimasti un gruppo di poliziotti e di uomini della legge, i soliti volontari e proprio quei preti e quegli uomini e quelle donne di Dio che erano stati messi “in blocco” nel mirino». Seguono i numeri agghiaccianti diffusi dalle agenzie delle Nazioni Unite relativi alla tratta e alla riduzione in schiavitù di bambini e alla pedopornografia, un’intervista al mago Zurlì, due speciali sul “turismo” pedofilo in Brasile e Thailandia, e una pagina dal titolo “Rigore e impegno. La Chiesa in campo”. Non è curioso che un dossier della Cei citi un report dell’Unicef nonostante il Vaticano sia uno dei pochi Paesi al mondo a non aver sottoscritto la Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia? Perché non l’ha firmata? Pur non aderendo all’Onu, è risaputo che una firma avrebbe impegnato “moralmente” lo Stato vaticano a chiudere migliaia di seminari per minori sparsi nel mondo o quanto meno a squarciare il velo di omertà che copre tutto ciò che succede in questi istituti, dove, come ha denunciato più volte anche don Fortunato di Noto, si consuma buona parte dei crimini pedofili di matrice clericale. Ma andiamo oltre, evidenziando una tra le tante perle incastonate nella pagina del dossier costruita per completare l’opera di pulizia esteriore avviata nel 2010 con la lettera pastorale agli irlandesi di Benedetto XVI. La perla porta la firma prestigiosa di Mario Cardinali: «La Chiesa cattolica è forse l’organismo che più di ogni altro negli ultimi anni si è sforzata di combattere al proprio interno il triste fenomeno degli abusi sessuali nei confronti di minori perpetrati da sacerdoti o religiosi. E in questo un ruolo di primo piano lo ha avuto Joseph Ratzinger, dapprima come prefetto della Congregazione per la dottrina della fede e poi come Pontefice». Non c’è dubbio, Ratzinger ha avuto un ruolo di primo piano nell’“affaire pedofilia”.

Nel 2003 era lui il magistrato che avrebbe dovuto giudicare i criminali cui fanno riferimento le vittime maltesi nella loro lettera. E nell’aprile del 2008 era sempre lui il pontefice che ha ricevuto a New York in colloquio privato uno dei fondatori di Survivors voice, Bernie McDaid, promettendo una risposta concreta della Chiesa alle istanze delle vittime. Due anni e mezzo dopo McDaid era in piazza di fronte al Vaticano per chiedere conto di quella promessa. «La polizia ha censito seicentomila bambini e bambine (di ogni parte del mondo) brutalizzati, venduti e comprati anche attraverso siti internet pedopornografici – conclude il direttore Tarquinio nel suo articolo. Appena seicento di questi piccoli sono stati salvati. Insomma, solo uno su mille ce la fa. È un numero che a noi toglie il sonno. Eppure il mondo dorme. Svegliamolo». Dev’essere un caso di sonnambulismo editoriale.

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Informazioni su Federico Tulli

Federico Tulli è un giornalista professionista. Collabora con diversi periodici, tra cui “Left”, “MicroMega” e “Critica liberale”. Sul web è condirettore di “Cronache Laiche”, firma un blog su “MicroMega”, ha ideato e dirige il magazine di divulgazione culturale e scientifica “Babylon Post”. Per L'Asino d'oro edizioni ha pubblicato: “Chiesa e pedofilia. Non lasciate che i pargoli vadano a loro” (2010), “Chiesa e pedofilia, il caso italiano” (2014) e “Figli rubati. L'Italia, la Chiesa e i desaparecidos” (2015).

Discussione

2 pensieri su “Pedofili, vescovi e sonnambuli

  1. Ecclesia Apostolica Sito Ufficiale della CHIESA + CRISTIANA ANTICA + CATTOLICA e + APOSTOLICA — Diocesi di Monza per l’Italia — di Successione Apostolica risalente ad Antiochia ( 35 d. C. ) di Rito Gallicano antico (VI sec.) ArticoliContattiFotoHomeNotiziePubblicato da: giovannimapelli | aprile 17, 2010 (modifica) PERCHE’ IL CARDINALE BERTONE GETTA LA CROCE DELLA PEDOFILIA SUI GAY ? E’ IL TENTATIVO DI TROVARE UN CAPRO ESPIATORIO BEN VISIBILE E FAR PASSARE IL VATICANO E LA CHIESA COME DIFENSORI DELLA MORALE – in realtà l’OMOFOBIA del VATICANO ha ucciso ogni diritto dei gay in Italia e ha rovinato lo Stato e la Chiesa – LE VITTIME DELL’OMOFOBIA IN ITALIA : una cronologia documentata PUBBLICHIAMO UNA CRONOLOGIA DI ATTI DI OMOFOBIA IN ITALIA: dal 2006 al 2007 MORALE : SIETE VOI LA CAUSA DI TUTTI I MALI DEL MONDO! LA SOTTOMISSIONE DEL GOVERNO ALLA MORALE DELLA CHIESA PAPALE MORALE : SIETE VOI LA CAUSA DI TUTTI I MALI DEL MONDO! IL PROGETTO CULTURALE DI RUINI E DELLA CEI HA CONTRIBUITO AD IMPORRE UNA DITTATURA CLERICALE IN ITALIA : MA LA CHIESA VATICANA E’ FINITA TRA LE ORTICHE DELLA SUA IPOCRISIA E FALSITA’ BERTONE INDIVIDUA I PEDOFILI DENTRO LA COMUNITA’ OMOSESSUALE- LO SCOPO E’ DUPLICE : AFFONDARE I DIRITTI DEI GAY E FOMENTARE L’ODIO VERSO UNA MINORANZA SOCIALE COME ACCADUTO PER GLI EBREI GETTARE LA COLPA SUGLI OMOSESSUALI – due gay impiccati per immoralità in Iran INTESA PERFETTA TRA POTERI: LA LEGALITA’ VERA DIVENTA UN OPTIONAL E UN INTRALCIO INTESA PERFETTA TRA POTERI: LA LEGALITA’ VERA DIVENTA UN OPTIONAL E UN INTRALCIO CENTRO STUDI TEOLOGI nota alla stampa Milano, 16 aprile 2010 LA DENUNCIA delle CONDIZIONI DELLE PERSONE NON ETERO-SESSUALI, DOPO LA SENTENZA PILATESCA della CORTE COSTITUZIONALE ITALIANA in merito ai diritti e al matrimonio delle persone omosessuali: UNA DENUNCIA PUBBLICA DEL CENTRO STUDI TEOLOGICI DI MILANO E DEL VESCOVO MONS. GIOVANNI CLIMACO MAPELLI DELLA DIOCESI DI MONZA PER L’ITALIA: questa situazione è stata creata dai politici dissennati e dalla Chiesa del Vaticano attraversata da moralismo farisaico e acciecata di odio omofobico! (una cronologia degli ultimi casi di violenze e aggressioni razziste ai danni di gay, lesbiche e transessuali… spesso nell’indifferenza generale) CST – I TEOLOGI del CENTRO STUDI TEOLOGICI Centro Ecumenico Segreteria Diocesana tel. 339.5280021 – fax 02.95310741 centrostuditeologici.it I RISULTATI IN ITALIA DI UNA POLITICA – DA DESTRA A SINISTRA – DISSENNATA E IRRESPONSABILE!….PAROLAIA e INCONCLUDENTE… uomini della politica e uomini della Chiesa che hanno creato l’omofobia italiana, in stile italico, dove gli omosessuali sono stati demonizzati, criminalizzati, esclusi, indicati come nemici della società, dell’ordine morale, della famiglia, dei valori umani… RISULTATO: INDIFFERENZA E OMOFOBIA OGGI in ITALIA i politici e i preti hanno creato questo! (e poi – dopo – piangono i coccodrilli dei Palazzi Romani… quando accadono aggressioni e omicidi, ma non sono credibili perchè corresponsabili di tutto questo sfascio generale…) MENTRE LA CHIESA ATTACCAVA GLI OMOSESSUALI COPRIVA I SUOI REATI DI PEDOFILIA E VIOLENZE SUI BAMBINI….! OGGI PRETENDE DI AVERE ANCORA LE CARTE IN REGOLA E L’AUTOREVOLEZZA PER INSEGNARE COME MAGISTERO COSA E’ GIUSTO E COSA E’ SBAGLIATO!… VUOL ESSERE LA DEPOSITARIA DELLA VERITA’ e DEL BENE…. MA NESSUNO PIU’ LE CREDE… OCCORRERANNO 100 ANNI PERCHE’ RITORNI UN PO’ DI FIDUCIA SULLA CHIESA CATTOLICA ROMANA e IL VATICANO… ADESSO SONO CREDIBILI SOLTANTO PER UN POTERE POLITICO SPREGIUDICATO, AFFARISTICO, CIALTRONE, INCONCLUDENTE e SEMPRE PIU’ SCREDITATO: sono i famosi ciechi di cui parla il Vangelo, dove Cristo disse “CHE DUE CIECHI NON POSSONO ACCOMPAGNARSI E GUIDARSI L’UN L’ALTRO POICHE’ FINIRANNO AMBEDUE IN UN FOSSO!…” ECCO QUESTI SONO LA CHIESA E LO STATO CHE A BRACCETTO VANNO DRITTI NEL FOSSO, TRASCINANDOVI DIETRO L’ITALIA!…. CHIESA E STATO in ITALIA UN CONNUBIO DI RAZZISMO E VIOLENZA (ciò che non accade nel resto d’Europa… e che ci fa’ vergognare di essere italiani…) Ecco una cronologia di alcuni esempi di omofobia registrati in Italia dal maggio 2006 a maggio 2007 OMICIDI 15/06/ 2006 ROMA. Sergio Tosio Aru, Gay di 39 anni, appartenente a una famiglia sarda, attore, è stato trovato ucciso strangolato da un filo elettrico.Legge 22 aprile 1941 n. 633 30/05/2006 ROMA – OSTIA. Ucciso un anziano gay di 72 anni nella sua stanza d’albergo. 01/08/2006 TRENTO. Una transessuale venezuelana uccisa con cinque pugnalate nella sua abitazione. 24/10/2006 MILANO. Una transessuale uccisa a coltellate in faccia. Il corpo ritrovato per strada. 28/11/2006 NOVARA. Transessuale trentenne sgozzata nel suo appartamento. 07/03/2007 ROMA. Un uomo assassinato nell’appartamento dove viveva da 25 anni col compagno. 21/04/2007 – PESCARA. Un transessuale di 37 anni è stato ucciso l’altra notte a Pescara, nella sua abitazione, presumibilmente con dei colpi alla testa. La vittima è Emanuela Di Cesare, Marco prima del cambio di nome. VIOLENZE 09/04/2006 ROMA. Un gruppo di 8 persone (presumibilmente di estrema destra) ha aggredito, con catene e spranghe, gay e lesbiche all’ingresso della serata Muccassassina, festa del Circolo “Mario Mieli”. Colpiti anche 2 attivisti della’associazione. 29/05/2006 ROMA. Due militanti gay della Rosa nel Pugno attaccati e picchiati mentre facevano attività politica. 20/06/2006 TORRE DEL LAGO (Lucca). Aggressione, poco dopo le tre di domenica notte, nel locale gay Mamamia di Torre del Lago … tre ragazzini hanno aggredito il cuoco del locale, poi ricoverato all’ospedale. Prima di passare al pestaggio, i tre avevano anche insultato pesantemente sia il cuoco sia altri dipendenti. 09/08/2006 MILANO. Gabriella, transessuale viene stuprata, picchiata, ridotta in fin di vita e poi buttata per strada. 18/08/06 TORRE DEL LAGO. Viene violentata una ragazza lesbica da un gruppo di presunti militanti di destra. 08/09/2006 BOLOGNA. Tre ragazzi gay sono stati pesantemente malmenati questa notte all’uscita da una delle serate organizzate dal circolo Arcigay ”Il Cassero” di via don Minzoni di Bologna. 17/09/2006 PESARO Picchiato giovane gay a sangue e minacciato di morte da tre zii, fratelli del padre, che non sopportavano l’onta di un parente dichiaratamente gay. 17/10/2006 UDINE. Un locale, ritrovo abituale di gay e lesbiche, è stato preso di mira da ignoti i quali, armati di bomboletta, hanno imbrattato il marciapiede, le vetrine e le insegne dell’ambiente con scritte omofobe. 31/10/2006 PIACENZA. Fingendosi gay, un uomo pubblicava inserzioni erotiche su un giornale di Piacenza, ma una volta arrivato nel luogo dell’appuntamento, a colpi di mazza da baseball veniva sfasciata l’auto della vittima, che in qualche istante si ritrovava a terra, legata mani e piedi, pestata a sangue, a calci e pugni. 11/11/2006 NAPOLI. Un branco di venti persone, c’erano anche donne e alcuni minorenni. Hanno visto i quattro ragazzi scendere da un autobus e provare a raggiungere la discoteca, dove quella sera era in corso un party per gay. Hanno capito che erano omosessuali e hanno rivolto loro parole cariche di odio, di disprezzo. Hanno detto: “Andate via da questo quartiere, omosessuali di m…”, e giù con calci e pugni. 28/11/2006 BARI. Due ragazzi picchiati davanti ad un locale gay. 29/11/2006 BOLOGNA. Transessuale picchiata ed accoltellata davanti casa. 04/12/2006 BRESCIA. Picchiato uomo gay duramente da alcuni uomini che gli si sono avvicinati all’improvviso mentre si trovava nella zona del ponte sul Mella, vicino a un locale frequentato per lo più da uomini e donne omosessuali. PAVIA. Uomo picchiato da un gruppo di persone che non condividevano il suo orientamento sessuale.Si trovava nella zona forse per un appuntamento. Un gruppo di persone lo ha malmenato e pestato. 06/03/2007 CAGLIARI. Un giovane gay tenta il suicidio incitato dai compagni di scuola. 09/05/2007 MONTEBELLUNA. In una scuola media, un ragazzo grida “Sei gay” al compagno di classe e gli spacca la testa. 14/05/2007 TORRE DEL LAGO. Una coppia gay che si stava baciando e’ stata aggredita e picchiata da tre persone. 16/05/2007 Il Presidente del Comitato Provinciale di Milano, Paolo Ferigo, viene aggredito e malmenato in una pizzeria da un dipendente dell’ATM. Nessun avventore e neppure i gestori del locale intervengono. Solo un ragazzo ed alcune ragazze a cena con lui tentano di difenderlo. La polizia arriva dopo 40 minuti. 19/05/2007 ROVIGO. Un ragazzo 21enne aggredito da un 11 ragazzi di estrema destra. Il ragazzo è stato malmenato perchè lo credevano gay, dato che non aveva i modi che avevano loro LUCCA. Due ragazzi gay rapinati e picchiati mentre passeggiavano sulle mura. ATTI VANDALICI 01/07/2006 RICCIONE – Dopo l’atto vandalico che mercoledì notte ha colpito (per la terza volta nel giro di pochi mesi, ndr) la sede cittadina dell’Arcigay, arrivano subito le prime dichiarazioni di condanna e di solidarietà nei confronti dei membri dell’associazione. 27 luglio 2006 Questa mattina sul muro del Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli viene rinvenuta la scritta GAY SUBUMANI. 29/10/2006 BRESCIA. Alcuni teppisti hanno devastato la casa di una coppia lesbica di Mazzano firmandosi con delle svastiche… 14/11/2006 ROMA. Scritte omofobe, come “via le lesbiche dalla scuola”, razziste e fasciste sulle pareti del Liceo Aristofane, sito nel IV municipio di Roma. 25/12/2006 CATANIA. Il Comitato provinciale Arcigay di Catania denuncia che, nella notte tra il 19 ed il 20 dicembre, ignoti estremisti hanno imbrattato le pareti esterne del disco pub Pegaso di via Canfora con scritte omofobe e razziste cariche di disprezzo e di odio 07/04/ 2007 MILANO «Gay pedofili», «gay al muro» e via offendendo. Con una dedica-insulto: «Imma Battaglia troia», scritte comparse sui muri e sulle vetrine della libreria Babele, luogo e punto di riferimento storico della cultura gay. 13/05/2007 PISTOIA. Davanti alla porta di casa Matteo Marliani, ex presidente Arcigay di Pistoia, candidato alle elezioni comunali, rinviene volantini firmate con svastiche e con scritte omofobe. 20/05/2007 GROSSETO. I volontari dell’Arcigay di Grosseto trovano una scritta su tutta la vetrina della sede dell’Associazione: “Froci di Merda”. MANIFESTAZIONI OMOFOBE 01/07/2006 CASERTA. Militanti di Forza Nuova manifestano esponendo gli striscioni “no al gay pride” e “le perversioni vanno curate, non manifestate”. 07/07/2006 TIVOLI. Abbasso i Pacs. No alle simulazioni zaparetiste». Per dire «no» alla volontà del Comune di Tivoli di aprire un registro per le coppie di fatto, omosessuali o non, un gruppetto di attivisti di estrema destra della Comunità Militante Tiburtina ha rovesciato letame sul pavimento e lanciato uova contro gli sportelli dell’ufficio anagrafe comunale. 02/04/ 2007 PARAVIA. Il senatore di An Nino Paravia, a fianco dell’associazione Azione Giovani, contro i ”Dico”. Sotto i portici del Comune Paravia ha celebrato un perfetto matrimonio simulato tra (finti) gay. «Celebriamo queste tristissime nozze in oltraggio alla famiglia tradizionale» (RICHIESTE DI) LIMITAZIONI ALLA LIBERTÀ DI MANIFESTARE TORRE DEL LAGO. L’Udc ha aperto lo scontro su tre fronti, per il caos di Torre del Lago, e oggi si trova circondata: in mezzo al «fuoco» del consorzio Friendly Versilia, dell’Arcigay e anche della circoscrizione, difesa da Forza Italia, con Baldini che invita ad abbandonare i toni omofobici. DISCRIMINAZIONI 22/07/ 2006 NAPOLI. Sei gay? Allora non puoi donare il sangue. Per due volte è stato scartato dall’Avis. Il presidente napoletano dell’Avis, Antonio Esposito si scusa per l’accaduto. 15/01/ 2007 AVERSA. Niente più omosessuali in chiesa. Lo ha deciso il vescovo di Aversa, Mario Milano, che ha vietato a padre Edoardo Capuano, parroco della chiesa di San Giorgio Martire di Pascarola, di continuare il programma pastorale contro l´emarginazione degli omosessuali… 20/03/2007 TRAVAGLIATO – «Come cattolico, e come sindaco di un paese a tradizione cattolica, chiedo di poter fare obiezione di coscienza alla futura legge sulle unioni di fatto»… Domenico Paterlini, sindaco di Travagliato 21/03/ 2007 ROMA …. l’agenzia dei vescovi Sir… «È proprio il principio di uguaglianza e quello stesso di non discriminazione, ad impedire il riconoscimento delle unioni omosessuali, come ogni surrettizia forma di struttura istituzionale che si ponga come simil-famiglia. Invocare garanzie uguali per situazioni differenti lede, infatti, in modo latente il principio di uguaglianza». OMOFOBIA VERBALE 24/05/ 2006 ROMA. Il senatore di An Maurizio Saia, ha definito Rosi Bindi “non idonea” a fare il ministro della Famiglia, perché sarebbe “lesbica e quindi di famiglia non sa nulla”. 07/12/2006 ROMA. Roberto Calderoli: “E’ incredibile e paradossale che per poter essere tutelati e coccolati da questo governo e da questa Finanziaria ci si debba dichiarare delinquenti, drogati o culattoni, e quindi diversi”. 10/12/2006 ROMA. ”Il buon Dio ha fatto Adamo ed Eva e non Adamo e Giuseppe o Eva e Carla, per cui qualunque riconoscimento di famiglia fra Adamo e Giuseppe o tra Eva e Carla e’ un atto contro il buon Dio, contro la natura e soprattutto contro la famiglia, quella vera basata sull’amore e non sul solo rapporto sessuale. Abbiamo rifiutato, come nazione, gli ogm, gli organismi geneticamente modificati, in campo alimentare, ma poi andiamo ad autorizzare gli odg, gli organismi deviati non geneticamente. Vergogna!”. Lo afferma Roberto Calderoli, Vice Presidente del Senato. 15/01/2007 FERRARA – Mirco Gallerani, portavoce del sindaco di Cento Flavio Tuzet, commentando l’inserimento errato nell’elenco dell’Arcigay dei comuni che hanno un registro delle unioni civili, spiegava al giornale che ”noi a Cento abbiamo il registro delle patate, non quello dei finocchi”. 17/01/ 2007 VENEZIA. « Propongo una campagna per la normalità: io non mi drogo, io non ho mai avuto tendenze gay, com’è bello innamorarsi e metter su famiglia » , ironizza Pietro Bortoluzzi, consigliere di municipalità di An. « Il comportamento tradizionale finisce per essere consi derato non completo, come se le persone dovessero vergognarsi o sentirsi a disagio per non avere tendenze omosessuali» 03/02/2007 ROMA. “Ora potranno chiedere al Comune di Padova il riconoscimento di famiglia anagrafica basata su vincoli affettivi, con tutto ciò che questo comporta in termini di assegnazione di diritti, provvidenze, benefici e agevolazioni, anche un uomo che coabita con un cane o un nucleo poligamico”: lo sostiene Riccardo Pedrizzi, deputato di Alleanza nazionale. 04/03/ 2007 ROMA – «L´omosessualità è una devianza della personalità». Lo ha dichiarato a Tetris la senatrice teodem della Margherita Paola Binetti. Incalzata dal conduttore Luca Telese, la Binetti ha rincarato la dose, argomentando che essere gay è «un comportamento molto diverso dalla norma iscritta in un codice morfologico, genetico, endocrinologico e caratteriologico». 19/03/2007 MILANO. Piergiorgio Prosperini, Assessore regionale lombardo ai giovani, sport e promozione attività turistica: “Sui gay bisognerebbe usare il napalm” “L’omosessualità è una devianza… Garrotiamoli! Ma non con la garrota di Francisco Franco. Alla maniera degli Apache: cinghia bagnata legata stretta attorno al cranio. Il sole asciuga il laccio umido, il cuoio si ritira, il cervello scoppia” 06/04/2007 TORINO. Matteo a sedici anni ha deciso di volare dal quarto piano perché a scuola lo prendevano in giro. Il 35% delle denunce per bullismo sono episodi di razzismo contro i gay; a più del 10% degli studenti capita spesso o continuamente di vedere un ragazzo deriso, offeso e aggredito a scuola perché è o sembra un omosessuale. I professori non se ne accorgono, o non riescono a riconoscere i, problema, come la preside del liceo di Trento dove Matteo studiava. «Io sapevo tutto – ha denunciato ieri sua madre – . E anche la scuola sapeva, ero andata a parlarne con la preside». 07/04/2007 ROMA. «Disgustoso» sarebbe per Luca Volontè (Udc) «strumentalizzare da parte di omosessuali politici la morte del ragazzo di Torino per giustificare la massiccia campagna di omosessualizzazione scolastica avviata dall’Arcigay». OMOFOBIA IDEOLOGICA 15/05/2006 CITTA’ DEL VATICANO “Specialmente da parte del Parlamento europeo – ha detto Ruini – si insiste in pronunciamenti che non rispettano il criterio della sussidiarietà, la cultura e le tradizioni proprie dei diversi Paesi membri, e contrastano gravemente con fondamentali verità antropologiche. È questo, ad esempio, il caso della risoluzione del 18 gennaio riguardante l’omofobia in Europa, che respinge giustamente gli atteggiamenti di discriminazione, disprezzo e violenza verso le persone con tendenze omosessuali, ma sollecita anche un’equiparazione dei diritti delle coppie omosessuali con quelli delle famiglie legittime, chiedendo ai Paesi membri – sia pure in maniera non vincolante – una revisione delle rispettive legislazioni nazionali”. 22/05/2006 CITTA’ DEL VATICANO – …cardinale Mario Francesco Pompedda, giurista della Curia romana… “Il legislatore potrà e dovrà regolare diritti e doveri che nascono dalle unioni di fatto, ma la regolamentazione non dovrebbe essere estesa alle unioni omosessuali e dovrebbe escludere che vi possa essere equiparazione al matrimonio, o anche solo una simulazione dell’istituto matrimoniale. 22/05/ 2006 CITTA’ DEL VATICANO – L’Osservatore Romano sui PaCS, “l’impressione è che le convivenze eterosessuali siano usate semplicemente come ‘grimaldello, perchè più diffuse e maggiormente in grado di far convergere comprensione e benevolenza. Il vero obbiettivo appare essere un altro: la convivenza fra coppie omosessuali, alle quali un riconoscimento pubblico darebbe un’arma formidabile al fine di accreditare l’esistenza di una forma alternativa di famiglia. E dove c’è famiglia, inevitabilmente, prima o poi, ci sono anche i figli. E i loro diritti”. 06/06/06 CITTA’ DEL VATICANO – Il Pontificio Consiglio per la Famiglia: “Mai come ora l’istituzione naturale del matrimonio e della famiglia è vittima di attacchi tanto violenti… È l’eclissi di Dio a ispirare leggi che tendono a riconoscere coppie insolite formate da omosessuali che rivendicano gli stessi diritti riservati a marito e moglie”. 17/06/ 2006 TORINO. Rocco Buttiglione: “Il gay pride? E’ un attacco violento contro quei valori tradizionali su cui si basa la famiglia e di cui si parla nella costituzione”. “Questo gay pride è una difesa del diritto degli omosessuali oppure l’ esaltazione dell’omosessualità come stile di vita bello e moderno, visto che non avendo figli si hanno anche redditi più alti?”. 01/07/2006 CITTA’ DEL VATICANO. “L’alto valore del matrimonio”, sarebbe stato “ridicolizzato” dai mezzi di stampa, portatori di una cultura che nega i valori. Così si è espresso questa mattina Papa Benedetto XVI nel discorso rivolto al nuovo ambasciatore dell’Uruguay presso la Santa Sede, esprimendosi anche sui Pacs. Il Papa ha sottolineato come il matrimonio sia una unione prevista solo tra “uomo e donna”, che i media invece denigrerebbero “favorendo così l’egoismo e il disorientamento invece della generosità e del sacrificio necessari per mantenere vitale questa autentica cellula primaria della comunità umana”. 09/09/2006 BOLOGNA. «Gli atti violenti sono sempre da deprecare. I problemi non si possono risolvere con l´insulto e l´aggressione», dice monsignor Ernesto Vecchi, vescovo ausiliario di Bologna. Dunque lei definisce l´omosessualità un problema? «Non sto parlando del caso specifico perché fra l´altro non lo conosco. Mi riferisco a tutti i problemi della nostra società che da un lato spinge alla trasgressione, dall´altro non offre gli strumenti per raggiungere la padronanza e il dominio di sé. Per affrontare questi ambiti occorre un supplemento di riflessione».L´omosessualità è una di queste trasgressioni? «L´omosessualità è un argomento complesso che sarebbe sbagliato discutere qui. Dico che la violenza e la trasgressione sono cugine». Che cosa si può fare per evitare la violenza? «Riscopriamo le radici della dignità dell´uomo che è fatto ad immagine e somiglianza di Dio. Purtroppo anche qui la società è carente: non produce ciò che serve a preservare tale dignità». 10/09/2006 BOLOGNA. “Una società che spesso educa o quantomeno ammicca con indulgenza o compiacimento a comportamenti trasgressivi. .. non può poi far finta di meravigliarsi se tra le tante trasgressioni nasce anche il mostro aberrante e obbrobrioso della violenza”. (Curia di Bologna) 19/10/2006 VERONA. La psicologa Raffaella Iafrate: “Le coppie di fatto e quelle omosessuali, evitando o rifiutandosi di impegnarsi negli aspetti non negoziabili della vita, non assolvono alla funzione generativa e sociale della relazione di coppia e non rispettano alcuni diritti inalienabili delle nuove generazioni, come quello ad essere educati”. 20/10/2006 VERONA. Il tema della famiglia fondata sul matrimonio è stato toccato dal Papa anche in un passaggio sulla necessità di “risvegliare il coraggio delle scelte definitive”. “Da questa sollecitudine per la persona umana e la sua formazione – ha detto – vengono i nostri “no a forme deboli e deviate di amore” e alle contraffazioni della libertà, come anche alla riduzione della ragione soltanto a ciò che è calcolabile e manipolabile”. 29/10/2006 BOLOGNA. La Curia di Bologna se la prende con Comune, Provincia e Regione Emilia-Romagna i cui assessorati alla Cultura contribuiscono a finanziare il festival ‘Gender Bender’ organizzato dal Cassero, ‘gay lesbian center’ di Bologna, e in programma da domani a sabato a Bologna. ”E’ lecito spendere soldi pubblici per finanziare spettacoli di pornostar mascherate da artisti?”, chiede il commento non firmato che uscira’ domani su ‘Bologna Sette’, settimanale della diocesi di Bologna e inserto domenicale di Avvenire. Che rincara: ”Non possiamo accettare un’ invasione barbarica che oltraggia la fede e la ragione dei bolognesi”. Insomma, secondo l’ editoriale, ”ci troviamo di fronte all’ennesima inquietante mistificazione: si contrabbanda per cultura l’interesse di una lobby”, con la doppia aggravante di finanziare l’operazione con fondi pubblici, proprio quando si protesta per i tagli alla finanziaria che rischiano di ridurre i servizi locali. ”Mettere in scena la masturbazione o piccanti rapporti omosessuali e’ forse un servizio sociale primario?”, chiede Bologna Sette. L’editorialista commenta alcuni dei prodotti proposti dal Festival. ”Un video con un attore che esplora, attraverso l’autostimolazione, le possibilita’ del piacere, della soddisfazione erotica. Un artista che appare in scena nudo indossando solo gli auricolari. Un’altra che lavora sul concetto di ‘animalita”, inteso come istinto latente e complementare della natura umana. Una ‘piece’ dove sulla scena si muovono e recitano una donna nuda e un uomo in abiti femminili dall’identita’ fluttuante sotto gli occhi di un gruppo di bambole a grandezza naturale vestite da adolescenti. Un’ossessiva esaltazione dell’educazione sentimentale di lesbiche e gay. Sono queste alcune ‘perle’ del festival ‘Gender Bender”’, spiega l’editoriale ricordando che la rassegna vuole presentare ”i nuovi immaginari prodotti dalla cultura contemporanea e legati alle rappresentazioni del corpo, delle identita’ di genere e di orientamento sessuale, indicando come sia possibile superare le norme e gli stereotipi del maschile e del femminile”. Secondo l’inserto della Curia bolognese, ”ci troviamo di fronte all’ennesima inquietante mistificazione: si contrabbanda per cultura l’interesse di una lobby. Ma questa volta c’e’ una doppia aggravante. Da una parte il presunto evento e’ stato presentato in pompa magna da autorevoli rappresentanti istituzionali che dovrebbero avere a cuore la sensibilita’ di tutti i bolognesi e non solo di quelli che hanno problemi di genere. Dall’altra, e il fatto e’ ancora piu’ grave, l’iniziativa viene realizzata con il contributo degli assessorati alla cultura del Comune, della Provincia, della Regione Emilia-Romagna e di altre prestigiose istituzioni culturali pubbliche e di diritto privato. E’ lecito, ci chiediamo, spendere soldi pubblici per finanziare spettacoli di pornostar mascherate da artisti? Tutti abbiamo ascoltato i lamenti dei Comuni sui tagli della Finanziaria che potrebbero mettere in pericolo i servizi sociali primari. Mettere in scena la masturbazione o piccanti rapporti omosessuali e’ forse un servizio sociale primario?”. Secondo Bologna Sette, ”e’ da qualche tempo che per la cultura a Bologna tira un’aria malsana, soprattutto perche’ alcuni suoi rappresentanti istituzionali sembrano ancora fermi alla concezione dell”indottrinamento delle masse’. Senza ‘pruderie’ o moralismi dobbiamo dire, laicamente, che queste frattaglie di ideologie condannate dalla storia, con la citta’, con le sue radici (laiche o cattoliche che siano non importa) e con la sua tradizione non hanno nulla a che fare. Per questo non possiamo accettare un’invasione barbarica che oltraggia la fede e la ragione dei bolognesi”. Quella posta – conclude il settimanale della Curia – e’ dunque una questione ”che riguarda tutti e che attende risposte da chi autorevolmente ha titolo per darle. Se queste risposte non ci saranno non saremo noi a incitare alla protesta di piazza o a fischiare uno dei succitati spettacoli. Ci limitiamo a un modesto invito a praticare il popolare e sempre saggio buon senso della nostra gente: vigilare perche’ i bilanci degli assessorati di ogni livello e delle istituzioni pubbliche riflettano le aspettative della comunita’ che dovrebbero interpretare e non l’ambizione all’applauso facile, perche’ ‘culturalmente corretto’, da parte di qualche loro responsabile non ancora consapevole che il palcoscenico che vorrebbe calcare e’ tanto ‘retro” e ormai archiviato. Se cio’ accadesse, la citta’, quella reale e sempre piu’ lontana dai palazzi, ne trarrebbe giovamento. E ringrazierebbe”. 01/11/2006 MILANO. Vladimir Luxuria non sta rivendicando tolleranza e rispetto della sua sfera intima. Sta piuttosto cercando di combattere «subdolamente e mentendo» una battaglia per lo scardinamento della famiglia tradizionale. Ne è convinta Elisabetta Gardini… 21/11/2006 ROMA. “Non tocca a me decidere cosa mandare in onda, non sono il padrone della tv, ma dico che prima di trasmettere certe fiction bisognerebbe pensarci due volte perché toccano argomenti di una delicatezza estrema”. E’ questo il giudizio del cardinale Ersilio Tonini, arcivescovo emerito di Ravenna, sulla fiction di questa sera “Il padre delle spose”, dove Lino Banfi accoglie sua figlia lesbica, sposata con un’altra donna. “L’omosessualità e il matrimonio tra due donne è un dramma grave per una famiglia – scandisce Tonini ad Apcom – è una cosa riplorevole e, a mio parere, costituisce un problema”. Per il porporato, non si tratta di non guardare la fiction. “Non dico di non guardarla – risponde – ma dico di agire secondo la propria coscienza. Si tratta però di un’opera diseducativa forte, specialmente per i giovani che vengono su seguendo ciò che gli propone la società. E comunque – conclude Tonini – l’opinione pubblica condanna decisamente queste situazioni. Non è affatto un’operazione salubre”. 08/12/ 2006 CITTA’ DEL VATICANO. In Vaticano puntano l´attenzione sul fattore-figli. «La famiglia – spiega il cardinale Paul Poupard, presidente del Consiglio per la Cultura – ha un´importanza sociale e culturale eccezionale attraverso tutta la storia umana: perché è la culla dell´uomo e della donna come essere sociali. Si nasce in famiglia, si cresce in famiglia, si impara ad amare padre e madre, in famiglia si imparano anche a gestiore i conflitti e le relazioni con gli altri. In ultima istanza la famiglia rappresenta un autentico apprendistato per la vita». Assolutamente impercorribile per le alte gerarchie cattoliche è la prospettiva di legalizzare unioni gay. «Massimo rispetto per ogni persona – afferma Poupard – ma la coppia omosessuale non può essere certo modello per una civiltà. Solo la coppia di un uomo e di una donna è aperta alla trasmissione della vita e ha quella funzione sociale tipica della famiglia». Il cardinale Cottier entra anche nei dettagli: «Due gay che vivono insieme? Non so proprio se si possono chiamare coppia. Famiglia certamente di no. In ogni caso se si tratta di tenere conto e di rispettare bisogni e diritti individuali, sono certo che ogni problema può essere risolto dal diritto privato. Anche la questione dell´eredità». C´è poi un´altra questione che riaffiora continuamente nelle analisi Oltretevere. «I figli hanno il diritto a confrontarsi con figure paterne e materne chiare», rimarca Cottier. In altre parole, «i figli hanno diritto ad avere dei genitori!». Non c´è la paura di andare controcorrente in tema di Pacs. «Anche ai tempi della società greco-romana il cristianesimo era controcorrente – sostiene Cottier – e forse che l´Occidente non si indigna verso altri costumi familiari che prevedono la poligamia, il ripudio, l´uccisione delle femmine neonate?». Meglio, allora, mantenere un modello alto di matrimonio. «La Chiesa – conclude Cottier – sarà sempre ferma nei principi e al tempo stessa fraterna e misericordiosa verso le persone e le situazioni». 10/12/2006 COMO. Mettere in regola, di fronte alla legge, le cosiddette «coppie di fatto», il caleidoscopio delle unioni «moderne», gay e lesbiche comprese? È il tradimento dell’«ordine stabilito da Dio». Altro che progresso: «Viviamo in una società marcia con legislatori vecchi bacucchi che vogliono scardinare il disegno della creazione incentrato sulla distinzione maschio-femmina». Infine «lerce certe femministe che non rispettano l’architettura della natura» e «scimmie» le donne che decantano in tv le nuove frontiere della morale e del sesso. Ce ne è per tutti… 13/12/2006 ROMA. Nel corso di un’intervista il cardinale Alfonso Lopez Trujillo ha commentato: “I Pacs? Niente nuove norme per un capriccio”. … 14/12/ 2006 ROMA . Serve una legge sui pacs per evitare lo zapaterismo strisciante anche in Italia. Lo dice il ministro per le politiche famigliari, Rosy Bindi, in una intervista a “L’espresso che sarà domani in edicola. “Una legge serve – dice il Ministro – per evitare lo zapaterismo strisciante anche in Italia. E il governo deve assumersi la responsabilità di una mediazione alta per non essere esposto alle incertezze del vuoto legislativo, lasciando naturalmente al Parlamento piena libertà di esprimersi. Una legge con due paletti: la priorità della famiglia e la non discriminazione per le persone. Non abbiamo mai parlato di matrimoni gay. Non riconosceremo mai le unioni civili in quanto tali, ma solo i diritti delle persone che ne fanno parte e che non vanno discriminate. Tutto questo allarmismo è francamente ingiustificato: da credente mi preoccupa che si voglia ignorare che il 45 per cento delle coppie si separa nei primi cinque anni di matrimonio, una coppia su quattro convive. Non si può ignorare questa realtà. Non lo può fare la politica e neppure la Chiesa nella sua pastorale”. Su eutanasia, droga, Pacs l’Ulivo si divide: sugli interessi siete uniti, sui valori no. “Sono temi politici – risponde la Bindi – che non si possono affrontare esternando la propria coscienza. Serve una tessitura paziente. E invece ciascuno vuole piantare la bandiera pensando così di contare anche su altre questioni. C’è un fondamentalismo laicista che non rende giustizia a vicende dolorose come quella di Piergiorgio Welby che rischia di diventare oggetto di strumentalizzazione politica”. 14 dicembre 2006 ROMA. La Chiesa ribadisce il suo “no a forme deboli e deviate di amore” e il proprio “sì all’amore autentico, alla realtà dell’uomo come è stata creata da Dio”. Lo ha detto il cardinale Camillo Ruini, vicario del Papa per la diocesi di Roma, in un intervento alla Pontificia Università Lateranense sul tema “Al cuore dell’insegnamento di Benedetto XVI – Proporre la verità salvifica di Gesù Cristo alla ragione del nostro tempo”. “Nostro compito – ha sottolineato Ruini – è anzitutto far apparire il cristianesimo non come un semplice moralismo, ma come amore che ci è donato da Dio e che ci dà la forza per ‘perdere la propria vità e anche per accogliere e vivere quella legge di vita che è l’intero Decalogo”. “Nella situazione attuale dell`Occidente – ha aggiunto il presidente della Cei – la morale cristiana sembra comunque divisa in due parti. Una di esse riguarda i grandi temi della pace, della non violenza, della giustizia per tutti, della sollecitudine per i poveri del mondo e del rispetto del creato: questa parte gode di un grande apprezzamento pubblico, anche se rischia di essere inquinata da un moralismo di stampo politico. L`altra parte è quella che si riferisce alla vita umana, alla famiglia e al matrimonio: essa è assai meno accolta a livello pubblico, anzi, costituisce un ostacolo molto grave nel rapporto tra la Chiesa e la gente”. Il presidente dei vescovi sottolinea anche come “Dio crea e si dona nella libertà, così nessuna autorità statuale può proibire o può imporre”. Sul piano del dialogo interreligioso, Ruini afferma: “il valore fondamentale diventa quello della ‘tolleranza, nel senso che nessuno deve o può ritenere le proprie convinzioni e le proprie scelte migliori e preferibili rispetto a quelle degli altri”. 14 dicembre 2006 (cardinale Ersilio Tonini) Altro tema scottante è quello delle coppie omosessuali, legato al precedente perché l’anagrafe di Padova includerà anche conviventi del medesimo sesso. L’obiettivo dichiarato è superare la stagione della discriminazione, garantendo maggiori diritti a persone finora emarginate, escluse. «Conosco il dramma omosessuale, a Salsomaggiore mi battei contro un’organizzazione di gente facoltosa che arrivava alle terme e cercava ragazzini a pagamento. Spesso è una realtà di trauma e dolore, non una scelta felice. Sarò sempre a fianco del fratello e della sorella omosessuali ma non possiamo negare la verità: l’amore tra uomo e donna è nella natura, così come la famiglia che fonda sul padre e la padre. Immaginare un mondo di bimbi figli della provetta, di adozioni gay e lesbiche, di manipolazioni genetiche, equivale a condannare le nuove generazioni al caos e alla disperazione. Chi in Parlamento lavora a leggi che vanno in questa direzione, sappia che si assumerà una responsabilità gravissima e che la reazione sarà forte». 08/01/ 2007 ROMA. I pacs minacciano “la struttura naturale della famiglia fondata sul matrimonio tra uomo e donna” e rappresentano “un’offesa” contribuendo a destabilizzare la famiglia, “violando la specificità” e il suo “ruolo sociale unico”. Le affermazioni di Papa Benedetto XVI davanti a 175 ambasciatori ricevuti oggi in Vaticano hanno scatenato immediatamente reazioni politiche da una parte e dell’altra…. 17/01/ 2007 ROMA FAMIGLIA CRISTIANA. Le priorità della famiglia italiana non sono certo la regolazione delle convivenze o i veri o presunti diritti degli omosessuali, ma i problemi, seri e talora drammatici, delle famiglie, e soprattutto delle giovani famiglie. Oltre tutto, non le parole della Chiesa cattolica, ma le statistiche dell’Istat e degli analoghi istituti di ricerca di ogni parte del mondo attestano che le convivenze sono nello stesso tempo meno stabili e meno feconde delle unioni fondate sul matrimonio. Ci si deve, dunque, domandare se sarebbe realmente consapevole dei suoi doveri verso il futuro del Paese una società che in qualche modo incoraggiasse instabilità e infecondità, piuttosto che fedeltà e apertura alla vita. È dunque venuto il tempo di rifiutare l’agenda delle priorità che la cultura radicale, con il sostegno di gran parte dei mass media, vorrebbe imporre al Paese. Al primo posto delle preoccupazioni di pubblici poteri coscienti delle loro responsabilità dovrebbero essere i problemi – i troppi irrisolti problemi, lucidamente richiamati da Benedetto XVI – delle famiglie “normali”. È tempo che l’opinione pubblica se ne renda conto e che siano dissipate le cortine fumogene che ancora impediscono di dare ascolto alla voce della “famiglia reale”, che non è la falsa “famiglia massmediatica”. 18/01/ 2007 RIMINI – “Capisco i genitori che non hanno mandato i loro figli all’iniziativa su omosessualità e Pacs”. Chi parla è il presidente regionale del “Comitato per i diritti della famiglia”, Ermes Rigon. L’eco delle due assemblee organizzate dal liceo classico Giulio Cesare il 10 e 1’11 gennaio, ed anche del corso “Educare al rispetto”, rivolto ai docenti, è arrivato fino a Bologna. “Siamo di fronte ad un sovvertimento dei valori, e soprattutto dei valori antropologici”, attacca Rigon. “Ed è preoccupante che la scuola non coinvolga la famiglia su scelte di questa portata.” Le famiglie degli studenti del “Giulio Cesare” si sono viste recapitare a casa un volantino molto stringato che annunciava la convocazione dell’assemblea d’istituto. A tema, la proiezione del film “Philadelphia” e un dibattito su “omosessualità oggi”, che ha visto come relatori il presidente provinciale e nazionale dell’Arcigay. Fra l’altro, gli studenti che non hanno partecipato all’assemblea si sono dovuti giustificare per iscritto il giorno dopo. Ermes Rigon va al cuore del problema: “La famiglia deve essere un soggetto che coopera fattivamente alla definizione del percorso formativo del figlio, e non solo una entità da chiamare in causa a proposito dei rapporti “burocratici” da intrattenere con la scuola”. Il “sovvertimento” di cui parla il presidente regionale del Comitato per i dritti della famiglia tocca anche il ruolo dell’istituzione scolastica: “II compito della scuola è quello di fornire i valori primari per la società e della società, e non gli approfondimenti su alcune realtà che sono delle minoranze assolute.” Ermes Rigon sottolinea che la sua non è una difesa di valori “di parte”: “Non faccio un discorso clericale, ma sostengo che è diventato urgente promuovere e sostenere la valorialità della famiglia in quanto bene sociale, oltreché economico. Senza la promozione della famiglia non ci sarà futuro e questa dovrebbe essere una preoccupazione di tutti, cattolici e laici.” E un tema particolarmente attuale in Emilia Romagna: “Soprattutto nella nostra regione la famiglia sta vivendo grosse difficoltà, è sempre più disgregata, anche perché continua ad essere penalizzata sotto tutti i punti di vista.” Il paradosso è un po’ questo: “E’ la famiglia ad essere diventata una anomalia e non le diversità, che anzi sono sempre più di moda e “promosse” dalle istituzioni pubbliche. Prima di tutto la scuola dovrebbe fare approfondimento sui valori primari, partendo dalla famiglia appunto, e poi, in questo contesto e coinvolgendo i relatori giusti, e non il presidente dell’Arcigay, si possono affrontare anche certe problematiche.” 19/01/ 2007 ROMA. Sul dibattito sulle coppie di fatto di cui si parla tanto di questi tempi in Italia, Franco Frattini, Vice Presidente della Commissione Europea e Commissario alla Giustizia, Libertà e Sicurezza, dice la sua in una intervista al mensile Babilonia. «L’Italia è un Paese che ha la propria disciplina, la propria legislazione, ma certamente non è un Paese in cui vi sono delle discriminazioni meritevoli di una sanzione. Al contrario vi sono altri Paesi d’Europa dove vi sono stati atti che imporranno a noi di avviare tra poche settimane delle procedure d’infrazione; ed è chiaro che questo vuole dire vere e proprie violazioni del principio di “non discriminazione”». Al mensile omosessuale che gli chiede se, personalmente, è favorevole o contrario alle unioni civili, Frattini risponde: «Sono personalmente convinto che ci sia una impossibilità di avere una legge europea su questa materia, perché il “diritto di famiglia” è gelosamente custodito dagli ordinamenti nazionali. Io credo che ci debbano essere dei diritti individuali. La mia personale valutazione è che ovviamente il matrimonio sia quello regolato dalla Chiesa. Le altre forme di unione possono avere dei diritti ma che non possono chiamarsi matrimonio». 20 gennaio 2007 BASSANO DEL GRAPPA — Se per il Papa appaiono « pericolosi e controproducenti » , per il vescovo di Vicenza sono « forme surrettizie e devastanti di equiparazioni indebite » . Di più, i pacs: « rischiano di minare la base dell’istituto familiare » , per questo non vanno introdotti nel nostro ordinamento. Lo ha dichiarato ieri monsignor Cesare Nosiglia nel suo discorso agli amministratori, tenuto in municipio a Bassano del Grappa, in occasione della festività del Santo Patrono della città, San Bassiano. « Una famiglia stabile e sana nella società è come una cellula sana nel corpo; una famiglia malata – ha affermato l’alto prelato – è come una cellula malata che, alla lunga, rende debole tutto il corpo sociale » . Parole decise pronunciate davanti al sindaco di Bassano, Gianpaolo Bizzotto, ai consiglieri comunali e agli amministratori dei comuni che fanno parte del vicariato bassanese, Nove e Cassola… 23/01/ 2007 ROMA. Ruini tiene il punto. Il capo della chiesa italiana non cede di un millimetro sulle questioni dei Pacs, dell’eutanasia, del caso Welby. Anche dopo l’intervento del cardinale Carlo Maria Martini che, in un articolo di due giorni fa, chiedeva maggiore comprensione pastorale. Il discorso al Consiglio della Cei serve da piattaforma per elaborare la «Nota pastorale» che segue il convegno di Verona dell’ottobre scorso. Ma è anche un testo che ripercorre temi e problemi centrali nel dibattito culturale italiano degli ultimi mesi. E, dopo uno sguardo alla politica (con l’appello all’unità di governo e opposizione «per il bene del paese»), Ruini entra in medias res rintuzzando, per l’ennesima volta, gli attacchi di quanti lamentano una «pretesa indebita ingerenza della chiesa», soprattutto quando sono in gioco problematiche etiche e antropologiche. Ruini si fa scudo di papa Ratzinger, ricordando che la chiesa parla e opera «nel contesto e secondo le regole della convivenza democratica, per il bene di tutta la società e in nome di valori che ogni persona di retto sentire può condividere». Chiarita la questione di metodo, si passa alla condanna, senza appello, dei Pacs. Il cardinale si duole che il senato abbia iniziato l’esame di proposte di legge sulle unioni di fatto «che purtroppo tendono quasi tutte a riconoscere e tutelare tali unioni, sia eterosessuali sia omosessuali, in termini sostanzialmente analoghi a quanto è previsto per la famiglia fondata sul matrimonio». Con una critica al governo Prodi, «impegnato ad assumere in questa materia una propria iniziativa». Il richiamo di Ruini è lapidario: «Alla famiglia fondata sul matrimonio monogamico tra persone di sesso diverso non possono essere equiparate in alcun modo altre forme di convivenza, né queste possono ricevere in quanto tali riconoscimento legale», dice ricordando un Nota vaticana del 2002. Sottolineando, d’altro canto, la «gravissima crisi della natalità, che minaccia il futuro del nostro paese». Il governo allora, piuttosto che riconoscere le coppie di fatto, dovrebbe incentivare le politiche per la famiglia, come in Francia – nota il presule – dove il tasso di natalità ha iniziato a risalire (ma anche grazie ai Pacs che danno maggiori garanzie alle coppie)… 26 gennaio 2007 VENEZIA.. La diocesi di Venezia critica il sindaco Massimo Cacciari per la campagna promossa dal Comune (“L`amore secondo noi”) contro omofobia e discriminazioni sessuali. Si tratta, per la diocesi guidata dal patriarca Angelo Scola, di messaggi “fortemente diseducativi”. “L’intenzione dalla quale muove, o almeno sembra muovere, l’iniziativa del Comune è in sé condivisibile”, scrive il settimanale diocesano in edicola domani, ‘Gente Veneta’, in un editoriale a firma di don Sandro Vigani: “Contrastare ogni discriminazione verso chi vive una condizione di omosessualità o diversa dall’eterosessualità. Siamo tutti convinti – prosegue il sacerdote – che ciascuno ha il pieno diritto di vedere riconosciuta e rispettata la propria dignità di persona, qualunque sia la sua scelta e condizione di vita. Di fatto, però – aggiunge l’editoriale della Chiesa cattolica di Venezia – la campagna, corredata da manifesti più che mai eloquenti e direi anche inopportuni (a desempio ‘La mia campagna di banco è lesbica. E allora?’) finisce per porre sullo stesso piano omosessualità ed eterosessualità. L’idea che passa è che amore gay e amore eterosessuale siano sostanzialmente la stessa cosa: che ogni rapporto affettivo e sessuale abbia lo stesso significato e valore per la realizzazione della persona che lo vive”. Per ‘Gente veneta’ “questi messaggi generano confusione, sono fortemente diseducativi e possono avere un esito devastante tra i giovanissimi, che spesso vivono con fatica la scoperta del proprio orientamento sessuale. Difficile non cogliere in questi messaggi un pregiudizio ideologico, che si fonda su un concetto parziale di libertà. Essi muovono dal presupposto che l’uomo è libero quando fa ciò che gli piace, ciò che ‘sente’ importante per la sua vita”. “Stupisce, e un poco anche scandalizza – prosegue l’editoriale – il modo superficiale con il quale la campagna promossa dal Comune affronta temi che richiederebbero invece grande discrezione e un imponente sforzo educativo, poiché riguardano una delle dimensioni fondamentali dell’esistenza e dell’evoluzione della persona, qual’è la sessualità”. Secondo il giornale cattolico, l’amministrazione Cacciari si attribuisce “un ruolo educativo che non le spetta, lanciando ai giovani messaggi opposti a quelli che una larga parte di famiglie che abitano nel territorio del Comune, con fatica e con convinzione, cercano di trasmettere ai propri figli. A noi pare che questa sia discriminazione!”. 08/02/ 2007 CITTA’ DEL VATICANO La posizione della Chiesa Italiana e’ difesa alla Radio Vaticana anche dal prof. Fabio Macioce, docente di Filosofia del Diritto, all’universita’ Lumsa di Palermo, per il quale “i diritti individuali sono in gran parte gia’ tutelati dall’ordinamento e si possono estendere queste forme di tutela e si puo’ anche pensare a contratti con cui i singoli soggetti disciplinano i loro rapporti personali e patrimoniali. Ma cosa molto diversa e’ istituzionalizzare queste relazioni”. Secondo il giurista, “c’e’ una grande spinta da parte di settori della nostra societa’ a parificare le unioni omosessuali a quelle eterosessuali; parificarle nel senso di renderle identiche di fronte allo Stato. Cosa – conclude – che non si puo’ fare, ma non per una discriminazione nei confronti dell’omosessualita’, ma perche’ appunto non c’e’ quella medesima importanza sociale che le relazioni eterosessuali hanno in quanto danno vita ai cittadini di domani”. (AGI) 13/02/ 2007 CITTA’ DEL VATICANO. Il sodalizio ieri ha sferrato l’ennesimo attacco congiunto. Ratzinger, intervenuto al Congresso internazionale sul diritto naturale promosso dalla Pontificia università lateranense, è partito affermando che «non si debbono trasformare in diritti quelli che sono interessi privati o doveri che stridono con la legge naturale». Applicazione concreta di questo principio – ha spiegato – si trova guardando la famiglia che «ha la sua stabilità per ordinamento divino. Nessuna legge può sovvertire la norma del Creatore senza rendere precario il futuro della società con leggi in netto contrasto con il diritto naturale». L’insistenza del papa è, anche in questo caso, sul «diritto naturale», argomentazione che, a suo dire, dovrebbe incontrare il consenso anche del mondo laico, dei non credenti… 14/02/ 2007 ROMA. “Se la cosiddetta modernita’ vuol dire che addirittura si possa legiferare sulle unioni tra persone dello stesso sesso, si e’ veramente fuori dal giusto. Nel disegno di legge c’e’ questo grosso problema: e’ li’ dove si parla delle unioni di fatto tra persone ‘anche dello stesso sesso’. Questa cosa non mi va giu’”. E’ secco il giudizio di Giulio Andreotti, intervistato dal Corriere della Sera, sui Dico. Al centro del suo no, la questione delle coppie omosessuali. “Non sarebbe male- sottolinea Andreotti, politico cattolico per eccellenza- se tutti, compreso Prodi, si andassero a rileggere Dante: i sodomiti nella Divina Commedia finiscono all’inferno. Non c’e’ un quarto girone che si crea per decreto legge”. Andreotti vive poi con preoccupazione “la portata generale che hanno i Dico” guardando, in particolare, alle aspre critiche avanzate dalla Chiesa. E giudica poi negativamente l’opportunita’ di mettere in campo proprio ora il provvedimento. “Tra tanti problemi urgenti, interni e internazionali- spiega- perche’ metterne in campo uno come questo che non ha una scadenza particolare?”. Per i Dico, dunque, il senatore a vita auspica un ripensamento. “C’e’ da avere rispetto della Costituzione- dice Andreotti-. E’ la Costituzione che da’ alla famiglia un ruolo essenziale ed esplicito, con particolare tutela delle famiglie numerose”. 15/02/ 2007 VICENZA. Monsignor Cesare Nosiglia: Ho rispetto verso chi compie scelte diverse dal Matrimonio religioso o civile, anche se non le approvo, perché contrarie alla fede e cultura cristiana e al progetto di Dio rivelato nella Bibbia fin dalle origini. Qui in gioco però non è solo una valutazione morale o religiosa di comportamenti individuali, ma il tentativo di introdurre nell’ordinamento nuove figure giuridiche di unione eterosessuale e omosessuale non contemplate dalla Costituzione e in aperto contrasto con il suo concetto di famiglia “società naturale fondata sul matrimonio”. Tale scelta impoverisce sempre più il valore e la positività della famiglia ed equipara a essa altre forme surrettizie e strumentali di unioni che ugualmente riconosciute, ne minano alla base i fondamenti naturali, cristiani e sociali. … 15/02/ 2007 ROMA. Ecco, per la Carfagna, i Dico sono delle “infiltrazioni all’istituto della famiglia” e “non c’e’ nessuna ragione per la quale lo Stato debba riconoscere le coppie omosessuali, visto che costituzionalmente sono sterili”. Per essere coppia, aggiunge, “non basta volersi bene” requisito fondamentale “e’ poter procreare”… 18/02/2007 ROMA. ”Con coraggio e fermezza il Santo Padre ha oggi denunciato il turpidume che accompagna la campagna anti famiglia in atto in Italia e nell’intera Europa. Condividiamo le sue preoccupazioni per la societa’ italiana, europea e occidentale, siamo con lui impegnati in questa disfida tra ragione, natura e uguaglianza e dall’altra parte artificialita’, egoismi e privilegi. Ci sono lobby arcinote che su scala europea e italiana vogliono imporre la loro idea relativista e omosessualista alla societa”’. Lo afferma il capogruppo alla Camera dell’Udc Luca Volonte’ riferendosi al discorso che il papa ha in realta’ rivolto ai nunzi apostolici dell’America Latina. Le pressioni dell’Ilga su scala europea nei confronti della presidenza Merkel, di cui ha fatto in passato esperienza Buttiglione, sono le stesse presenti in larga misura – sostiene Volonte’ – negli uffici di molti Ministeri italiani. I modelli televisivi nelle fiction ‘pubbliche’ sono un inno all’infedelta’ coniugale e al libertinismo. La campagna di ‘omosessualizzazione educativa’ lanciata dall’arcigay nelle scuole pubbliche tende a costruire una generazione di nuovi ‘queer’, nel piu’ totale permissivismo del Ministero dell’Istruzione. Per Freud,Jung ed Adler, pionieri della psichiatria e non cattolici, era una patologia, una malattia mentale ma ora pare una moda”. Secondo Volonte’ ”molti quotidiani e riviste esaltano la ‘singolarita”, il divorzio, l’uso superficiale di contraccettivi, la convivenza solo per via delle disastrose esperienze col matrimonio di qualche direttore, redattore e giornalista”. ”Cosi’ come – sostiene sempre Volonte’ – e’ accaduto nella recente Assemblea dei Deputati dell’Unione sulle mozioni famiglia, una serie di interventi a favore delle convivenze partivano dalla necessita’ di risolvere problemi personali. Peccato che questo coacervo di interessi particolari, di privilegi lobbistici ed economici vadano a discapito della tenuta della societa’ civile italiana. Quando l’uomo e’ piu’ solo davanti alle manipolazioni del mercato, lo Stato alla fine spende di piu’.L’esperimento inglese dovrebbe insegnare molto sul piano civile e finanziario”. Ma il disegno per Volonte va ancora oltre: ”E’ in atto una campagna di ‘incivilizzazione’ e ‘imbarbarimento’ senza precedenti. Le lobby di genere, propongono di modificare artificilamente la natura umana, da uomo-donna a cento diversi generi, eppure anche questa semplice ‘invenzione folle’ diviene moda e pregiudizio verso gli esseri umani naturali”. 20/02/2007 ROMA. Surreale puntata di Otto e mezzo qualche sera fa. Cerchiamo sinonimi di “surreale” e troviamo: irrazionale, rimandante all’inconscio, irreale, onirico, strano. Bene, il vocabolario dei sinonimi descrive perfettamente il senso della trasmissione. Cominciano a crescere dentro di noi, via via che sentiamo gli ospiti illustri, i soliti sentimenti di fastidio, di rabbia, umiliazione. E però rimaniamo lì, attaccati alla televisione e ascoltare professori e professorini…. Comincia l’esimio professor Scoppola, in veste di cattolico democratico, sotto accusa per il disegno di legge sui Dico, il quale per difendersi e giustificarsi (manco l’avesse scritto lui) non trova null’altro da dire che gli omosessuali non li ha certo inventati una legge, che essi “purtroppo” esistono e quindi bisogna pur…farci i conti. … 05/03/ 2007 CITTA’ DEL VATICANO. monsignor Elio Sgreccia, presidente della pontificia accademia per la vita.”Le coppie omosessuali- dice- vanno contro la legge naturale e un’unione affettivamente stabile come se fosse una famiglia, tra due persone dello stesso sesso, e’ contro la natura” . inoltre- precisa il religioso- “non credo che il legame tra due persone dello stesso sesso sia salutare per la loro socializzazione, per la loro stabilita’ e per le loro sofferenze”. Piuttosto, “affrontiamo il loro problema con la scienza psicologica”… 13/03/ 2007 CITTA’ DEL VATICANO – “Politici e legislatori cattolici consapevoli della loro grave responsabilità sociale” non devono votare leggi che vanno contro “la natura umana”. Il Papa nell’esortazione post-sinodale Sacramentum Caritatis richiama i cattolici alla coerenza anche in Parlamento, chiedendo di sostenere “valori fondamentali come il rispetto e la difesa della vita umana”, della “famiglia fondata sul matrimonio tra uomo e donna”. … 16/03/ 2007 CROTONE. ”Noi non abbiamo nulla contro gli omosessuali. L’omosessualita’ pero’, cosi’ come emerge da alcuni studi, e’ una malattia tanto che era inserita, fino a qualche anno fa, nel manuale diagnostico statistico dei disturbi mentali”. E’ quanto ha detto il presidente dell’Unione giuristi cattolici della Calabria, Giancarlo Cerrelli, replicando al deputato dell’Ulivo Franco Grillini secondo il quale la manifestazione svoltasi ieri a Crotone contro i Dico e’ stata una ”prova generale di omofobia”. ”Le lobby dei gay – ha aggiunto – hanno poi fatto in modo che l’omosessualita’ venisse eliminata tra le malattie del manuale per far si che la loro condizione venisse considerata come uno stile di vita. In realta’ l’omosessualita’, secondo quanto emerge da numerosi studi, deriva da una nevrosi oppure da rapporti con i genitori che non sono stati naturali. Facendo riferimento piu’ specificamente alla vicenda dei Dico, vorrei ribadire che noi non abbiamo nulla contro le coppie omosessuali. Queste pero’ non possono avere una rilevanza sociale e giuridica perche’ sono strutturalmente non aperte alla generazione”. ”I Dico – ha concluso Cerrelli – sono solamente un processo iniziale. Sono una locomotiva leggera alla quale saranno attaccati altri vagoni come ad esempio le adozioni da parte delle coppie omosessuali. Tutto questo noi non possiamo accettarlo e quindi esprimiamo il nostro dissenso contro questo disegno di legge sulle convivenze”.(ANSA). 27/03/ 2007 CITTÀ DEL VATICANO – «Inaccettabile sul piano dei principi, ma anche pericoloso sul piano sociale ed educativo»: una Nota pastorale dei vescovi ribadirà nei prossimi giorni, con dovizia di parole e concetti tutti i perchè del «no» della Chiesa ai Dico; ma bastano i due aggettivi usati dal neo-presidente della Cei, monsignor Bagnasco, a chiudere ogni possibilità di compromesso sul disegno di legge del governo Prodi. 31/03/ 2007 GENOVA. Presidente della Cei, monsignor Bagnasco… “Perché – ha proseguito l’arcivescovo di Genova – dire di no a varie forme di convivenza stabile giuridicamente, di diritto pubblico, riconosciute e quindi creare figure alternative alla famiglia? Perché dire di no? Perché dire di no all’incesto come in Inghilterra dove un fratello e sorella hanno figli, vivono insieme e si vogliono bene? Perché dire di no al partito dei pedofili in Olanda se ci sono due libertà che si incontrano? E via discorrendo, perchè poi bisogna avere in mente queste aberrazioni secondo il senso comune e che sono già presenti almeno come germogli iniziali”. 24/04/ 2007 PESARO – Due “piccole ma importanti precisazioni circa l’articolo di ieri da parte del segretario provinciale Roberto Zaffini sul resoconto della manifestazione “Etero Pride” organizzata dalla Lega Nord. ”Leggendo l’articolo – dice Zaffini – apparer che si paragoni la pedofilia alla omosessualità, cosa non vera in quanto il concetto corretto espresso era che se si continua a concedere diritti ad ogni desidero e capriccio umano si rischia di arrivare a darne anche ai pedofili. 24/04/ 2007 ROMA. “Le proposte della Turco sono sempre più sconcertanti. Pensare di destinare parte dei soldi pubblici al rimborso di operazioni chirurgiche per cambiare sesso è assolutamente inammissibile. Questo Governo destina i già scarsi fondi statali ad usi assolutamente impropri, distraendoli da finalità ben più importanti.” così le parlamentari di Forza Italia, On. Isabella Bertolini, On. Patrizia Paoletti Tangheroni, On. Gabriella Carlucci, On. Simonetta Licastro Scardino, fondatrici dell’Associazione “Valori e Libertà”, commentano la proposta del Ministro della Salute. “Trattasi di scelte di carattere assolutamente personale che, a prescindere da valutazioni di natura etica e morale, non devono pesare sulle casse dello Stato. A tal proposito – annunciano le esponenti azzurre – intendiamo presentare un’interrogazione parlamentare per sapere in che modo il Ministro Turco intende attuare il suo proposito”. “Come al solito questa maggioranza, come nel caso dei Dico, confonde il diritto individuale di disporre della propria esistenza e diritti pubblici soggettivi che lo Stato deve necessariamente tutelare. Con Prodi e compagni siamo allo sbando. La deriva laicista di questa maggioranza – concludono – provoca danni irreparabili per il tessuto sociale del Paese.” FONTE: http://www.suddenlylastwinter.com/improvvisamente/index.html citazione delle fonti : ai sensi Legge 22 aprile 1941 n. 633 * cliccare sulle foto per ingrandirle ) Pubblicato in Uncategorized « Notizie Diocesane – VEGLIA PASQUALE – 3 Aprile 2010 – CELEBRAZIONE della RISURREZIONE del SIGNORE – CONSACRAZIONE del NUOVO ALTARE della CHIESA di MILANOEDITORIALE DEL SOLITO CATTIVO GIORNALISTA ( e cattivo Cattolico) – VITTORIO MESSORI NON SI SMENTISCE MAI : TROVA MODO DI DIFENDERE L’INDIFENDIBILE – LA CHIESA NON SI TOCCA! PAROLA DEL METRE A PENSER – IL CORRIERE della SERA NON TROVA DI MEGLIO TRA I CATTOLICI PER LA SUA PRIMA PAGINA? » LikeBe the first to like this post.Lascia un Commento Cancella rispostaSei entrato come giovannimapelli. Esci » Commento You may use these HTML tags and attributes:
           
    
       
    
     
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    Pubblicato da giovannimapelli | 1 aprile 2011, 3:14 pm
    • Ecclesia Apostolica
      Sito Ufficiale della CHIESA + CRISTIANA ANTICA + CATTOLICA e + APOSTOLICA — Diocesi di Monza per l’Italia — di Successione Apostolica risalente ad Antiochia ( 35 d. C. ) di Rito Gallicano antico (VI sec.)
      ArticoliContattiFotoHomeNotiziePubblicato da: giovannimapelli | marzo 31, 2010 (modifica)
      PAPA RATZINGER FA’ IL GIUDICE : MA NON AGISCE O VUOL PROCESSARE E CONDANNARE… MA NON CAPISCE CHE E’ LA SUA TEOLOGIA SESSUOFOBA E OPPRESSIVA CHE CONTRIBUISCE A CREARE I PERVERTITI!… E’ VECCHIO DENTRO: VUOL PROCESSARE E NON CAPISCE CHE ANCHE LUI E’ L’ARTEFICE DEL MALE CHE VUOL GIUDICARE…

      Cardinale Hans Hermann Groer : vittima e carnefice della teologia cattolica romana

      Imputato e degradato oggi +defunto il Giudizio Universale
      Inquisitor Major Universalis

      Cardinale Hans Hermann Groer : vittima e carnefice della teologia cattolica romana

      Inquisitor Major Universalis
      Editoriale
      da ECCLESIA DEI
      Rivista di Teologia e Storia della Chiesa
      Aprile 2010

      Cardinale Hans Hermann Groer : vittima e carnefice della teologia cattolica romana

      Imputato e degradato oggi +defunto il Giudizio Universale
      Inquisitor Major Universalis
      PAPA RATZINGER CHE FA’ IL GIUDICE : O NON AGISCE O VUOL PROCESSARE E CONDANNARE…
      LE ULTIME ” RIVELAZIONI” del CARDINALE DI VIENNA, sotto riportate nell’articolo di Repubblica, ci indignano ancora più di quelle sul silenzio che papa Ratzinger avrebbe imposto sui processi dei preti pedofili negli Usa o a Monaco di Baviera: sentir dire da un cardinale che il suo collega Joseph Ratzinger, quasi superiore a tutto e a tutti, quasi un Dio in terra anche da cardinale, doveva processare un anziano cardinale di Vienna, che sarà pure stato colpevole di alcune molestie o forse abusi più gravi su alcuni seminaristi (non si parlava neppure in Austria allora di bambini o adolescenti minorenni, ma di giovani maggiorenni ) ci mostra il volto vero di questo uomo: da una parte una dottrina ostinata, sessuofoba su tutta la linea, che continua a proibire ai preti la legittima affettività, la vita di relazione, la sessualità dono di Dio ad ogni uomo, per un suo problema personale con il sesso, con la sua ritrosia ad ogni calore umano profondo e ad ogni vera emozione, autentica e non simulata… dall’altra la severità inaudita e priva di ogni misericordia verso chi dovesse sbagliare, perchè oppresso da questa assurda imposizione dell’astinenza sessuale e del celibato che Cristo non ha mai voluto nè pensato per tutti i discepoli, nè è riportata in nessuno dei Vangeli, tant’è che le Chiese Ortodosse in tutto il mondo, che non hanno mai cambiato neppure uno jota della tradizione apostolica, sono estranee a questa assurda proibizione apodittica latina.
      Sapere che Ratzinger voleva processare un suo collega cardinale, voleva di cuore mettere le mani su quel povero cardinale di Vienna Hans Herman von Groer (certo non santo, ma solo un uomo fallibile come gli altri…) e qualcuno in Vaticano più ragionevole glie lo ha proibito, in fondo ci conferma che quest’uomo dal viso spesso torvo, dagli occhi incattiviti, dai sorrisi più simili alle smorfie di disgusto che all’ espressione della gioia interiore, prima si fa’ carabiniere (come il cardinal Ottaviani di famigerata memoria) di una dottrina morale più simile al codice farisaico che a quello evangelico, e poi quasi gode di poter processare chi quella assurda brutale dottrina moralistica a tutto tondo non riesce a sopportare, come quei “fardelli insopportabili sulle spalle” di cui parla Cristo a proposito dei Farisei che hanno “chiuso il Regno dei Cieli” a se stessi e a tutti gli altri…

      Dicono che questo teologo papa sia intellegente, e lo sarà forse, sarà anche molto razionale, ma di una intelligenza che fa’ paura, un’intelligenza quasi sadica, poichè non ha nessun cuore nonostante i modi esteriormente affabili e gentili… è un’intelligenza fredda che vede l’uomo, e quello religioso in particolare, come una macchina delle virtù impossibili e non s’avvede che genera invece piccoli mostri…

      Il povero cardinal Groer, più omosessuale che pedofilo sicuramente – ma sappiamo da anni che Ratzinger odia l’omosessualità forse più della pedofilia, facendo una confusione tremenda sotto il cielo delle sessualità umane – lo scrissi già anni fa’ su una Rivista italiana e non smetterò di ripeterlo all’infinito per amore della verità (quella vera e non quella ideologica del papa attuale) : Lui è carnefice e vittima insieme di questa dottrina secolare cattolica, di cui Ratzinger anche nel mezzo di uno scandalo della pedofilia mondiale, va’ fiero, e di cui non ha un pizzico di senso critico…

      Inquisitor Major Universalis
      Imputato e degradato oggi +defunto

      Cardinale Hans Hermann Groer : vittima e carnefice della teologia cattolica romana
      il Giudizio Universale

      Che anche il cardinal Groer fosse vittima di questa dottrina arcaica e implacabile lo prova il fatto che non era un “progressista” o liberal nella Chiesa, anzi veniva da quell’ala tradizionalista perfetta, ( un esponente del lefebvrianismo austriaco, come ad Albenga vi è un lefbvrianismo italiano con il vescovo monsignor Mario Oliveri e le sue liturgie tridentine di Pio V ) tanto cara sia a Wojtyla che al Prefetto Ratzinger, tant’è che nonostante le proteste di molti anche fra i Vescovi austriaci – cui erano note le sue debolezze dai tempi in cui era Abate benedettino – fu imposto da Roma come arcivescovo di Vienna e poi creato cardinale.

      Ma è proprio dai tradizionalisti ante litteram che in genere viene una sorta di doppia vita insospettabile: pubbliche virtù e vizi privati, come da antichissima tradizione!

      Non sono io a dire queste cose: le dice la scienza psicologica e sessuologica che Ratzinger invece odia o disattende, lo diceva nei suoi libri, a proposito dei ” sistemi totali”, le società chiuse, il grande psicoanalista Eric Fromm, di lingua tedesca, di cui il noto teologo tedesco però non ha fatto per nulla tesoro.

      E’ meglio che adesso abbia il coraggio, l’onestà di processare la sua dottrina criminogena e se stesso, poichè ha creato un disastro nella Chiesa, di credibilità, di vittime innocenti e di colpevoli incolpevoli, poichè non basta affatto processare i preti, i poveri preti doppiamente vittime, se non si processa il sistema educativo dei seminari e dei collegi cattolici che dalla tenera età di 9 anni o poco più li hanno forgiati a questo disprezzo della sessualità e all’ossessione del peccato, a questo amore della repressione disumana delle emozioni e dei sentimenti: una sessualità poi da rubare, anche con violenza, ad altri bambini e infanti ignari…una sofferenza immane che oggi pagano tutti : la Chiesa e poi le famiglie ed i bambini.

      Certo anche Ratzinger può godere, ne ha diritto in fondo, di una attenuante – come tutti i prelati coinvolti – quella che considera come lui stesso sia vittima di quella repressione che nel 1927 quando è nato era imperante e dentro la quale suo malgrado ha dovuto col fratello Georg e altri seminaristi passare… come sotto una forca caudina inevitabile, soprattutto in Germania, famosa per la sessuofobia cattolica particolarmente in Baviera.

      Ha diritto ad una sostanziale attenuante, purchè faccia una seria autocritica, e smetta quella specie di a – critica considerazione e adesione ad una teologia moralistica e sessuale che ha comportato danni enormi a tutti: purchè sinceramente cominci a cambiare per quel che gli è possibile dalla sua posizione di potere nella Chiesa – e non è poco – l’impostazione sessuofoba, celibatario – centrica e generatrice di infelicità e sofferenza della sua Chiesa romana.

      Se non lo facesse, la condanna è inevitabile e non potrà che essere condannato un giorno, se non da un tribunale, almeno dalla storia, e soprattutto dovranno per il bene delle persone e della Chiesa cominciare in tanti e in massa a disobbedirlo, rompendo l’ordine di caserma e superando la repressione della libertà interna alla Chiesa, prima di perire e prima che sia veramente troppo tardi! *** prima che sia veramente troppo tardi! ***

      CENTRO STUDI TEOLOGICI di MILANO – Centro Ecumenico

      + Giovanni Climaco Mapelli

      Arcivescovo

      Milano, 2 Aprile 2010 – Venerdì della Settimana Santa di Passione del Signore

      LA REPUBBLICA

      31 Marzo 2010

      Cardinale Hans Hermann Groer : vittima e carnefice della teologia cattolica romana

      Imputato e degradato oggi +defunto il Giudizio Universale
      Inquisitor Major Universalis

      Il card. Schoenborn: il card. Ratzinger voleva punire un vescovo pedofilo ma Giovanni Paolo II fu persuaso da ambienti di Curia a bloccare l’indagine
      Fu l’allora Papa Giovanni Paolo II a bloccare le indagini su un caso di pedofilia nel 1995 e non il card. Joseph Ratzinger, oggi Papa Benedetto XVI. E’ quanto sostiene il card. Christoph Schoenborn in un’intervista alla televisione austriaca Orf, ripresa dalla Bbc. Il Vaticano – spiega il cardinale – aveva paura, con l’istituzione di una commissione di inchiesta, di danneggiare la propria immagine. Il card. Schoenborn prende autorevolmente le difese del Pontefice: “Accusarlo di essere qualcuno che vuole insabbiare le cose – conoscendolo da molti anni – posso dire che certamente non è vero”. Nella sua intervista, Schoenborn ha ricordato gli eventi del 1995, quando l’allora arcivescovo di Vienna, il card. Hans Hermann Groer, fu accusato dai media e dalle sue vittime di aver ripetutamente compiuto abusi sessuali su giovani in un monastero negli anni Settanta. Ma fu solo tre anni dopo le accuse, cioè nel 1998, che Groer, per ordine della Santa Sede, si dimise da ogni incarico. Annunciò il suo ritiro in pubblico chiedendo perdono, non ammise nessuna colpa, e si ritirò in Germania, dove morì nel 2003. All’epoca, il Vaticano si attirò aspre critiche in Austria per aver atteso tre anni prima di agire contro il card. Groer. Secondo la ricostruzione attribuita del card. Schoenborn, il caso divise la Curia. Alcuni suoi esponenti, è dato di capire, avrebbero persuaso Giovanni Paolo II, che comunque non viene nominato da Schoenborn, che le accuse contro Groer erano esagerate e che l’inchiesta voluta dal card. Ratzinger avrebbe esposto la Chiesa a una pericolosa pubblicità negativa. Joseph Ratzinger la pensava diversamente, ma non riuscì a spuntarla. “Ricordo ancora molto chiaramente – ha detto Schoenborn – il momento in cui il card. Ratzinger mi disse con tristezza che l’altro campo aveva avuto il sopravvento… accusarlo di essere una persona che copre gli scandali vuol dire sostenere cose assolutamente non vere, e io lo affermo perché lo conosco da molti anni”.

      Apcom, La Repubblica
      Pubblicato in Uncategorized
      « UN’INTERVISTA nel 2003 del TEOLOGO GIOVANNI FELICE MAPELLI (oggi Vescovo Antico Cattolico Apostolico) sul CASO PEDOFILIA nella CHIESA: QUESTE PAROLE NON SONO STATE ASCOLTATE DAL VATICANO!Notizie Diocesane – VEGLIA PASQUALE – 3 Aprile 2010 – CELEBRAZIONE della RISURREZIONE del SIGNORE – CONSACRAZIONE del NUOVO ALTARE della CHIESA di MILANO »

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      Pubblicato da giovannimapelli | 1 aprile 2011, 3:56 pm

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Figli rubati – In libreria dal 25 settembre 2015

Il 12 febbraio 2015 è iniziato a Roma un importante processo per i crimini di lesa umanità subiti da 42 italiani sequestrati e uccisi nell'ambito del Piano Condor. Questo accordo segreto tra i governi e le polizie di sette Paesi del Sud America è stato realizzato tra gli anni Settanta e Ottanta fuori da qualsiasi alveo costituzionale per reprimere l'opposizione, facendo scomparire una intera generazione di giovani impegnati nella difesa dei diritti umani. Tra le parti civili del processo ci sono quattro quarantenni: furono rubati appena nati alle loro madri internate nei centri di tortura del 'Condor', e affidati a famiglie contigue ai regimi per essere educati secondo valori «occidentali e cristiani». La loro storia, insieme a quella dei 42 giovani desaparecidos italiani, è ricostruita nel nuovo libro-inchiesta di Federico Tulli, “Figli rubati. L'Italia, la Chiesa e i desaparecidos” in uscita per L'Asino d'oro edizioni
L'indagine dell'autore parte da Milano. Qui vivono i parenti di una ragazza scomparsa nel 1977, e ritrovata in maniera rocambolesca nel 2014, i cui nonni dopo aver saputo della sua nascita in un lager di Buenos Aires si rivolsero senza successo anche a Jorge Mario Bergoglio allora capo dei gesuiti argentini. Secondo Estela Carlotto, presidente delle Abuelas di Plaza de Mayo, che dopo 36 anni di ricerche ha ritrovato il nipote Guido, almeno 70 “figli rubati” vivono in Italia senza conoscere la propria storia e non si riesce a trovarli. Perché, come ricostruisce Tulli, le ali del Condor sono ancora aperte.
Nella prefazione l'avvocato paraguayano Martin Almada, Premio Nobel alternativo per la Pace 2002, racconta come ha scoperto nel 1992 ad Asuncion gli Archivi del terrore. Queste carte, circa 700mila documenti ammassati in una anonima caserma di polizia, negli anni hanno consentito a decine di tribunali di ricostruire parte della storia del Piano Condor. Grazie agli Archivi, il giudice spagnolo Baltazar Garzon riuscì a incriminare il dittatore cileno Augusto Pinochet, uno dei registi del Piano, e più di recente il pm Giancarlo Capaldo ha potuto istruire il processo in corso a Roma nell'Aula bunker di Rebibbia. Ma la via verso la Verità e la Giustizia, invocate dai sopravvissuti e dai familiari dei desaparecidos, è ancora lunga e tortuosa. Il 30 settembre scorso, Almada, al termine dell'Udienza generale in Vaticano, ha chiesto di persona a papa Francesco che la Santa Sede apra i propri archivi declassificando i documenti segreti riferiti al Paraguay, all’Argentina, al Cile, alla Bolivia, al Brasile e all’Uruguay.
Il ruolo ambiguo della Chiesa cattolica in queste tragiche vicende è ulteriormente evidenziato nella postfazione di Simona Maggiorelli: un'inchiesta sulla storia dei 300mila bambini rubati ai “sovversivi” nella Spagna franchista, e nei 20 anni successivi alla morte del dittatore fascista avvenuta nel 1975, all'interno di cliniche gestite da congreghe religiose. È qui che affondano le radici ideologiche dei furti di neonati perpetrati in America Latina.

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