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Bioetica

Non lasciamoci ingannare dai moderni inquisitori

“Disinganno e ciò che si svela dietro le apparenze” è il tema portante di Torinospiritualità che oggi pomeriggio ospita il filosofo Armando Massarenti. Con l’autore di Staminalia. Le cellule “etiche” e i nemici della ricerca (Guanda) parliamo dello stato della libertà di scienza in Italia di Federico Tulli

Nonostante la legge 40 del 2004, la scarsa informazione (per non dire disinformazione) sui temi scientifici a essa legati, e un’ostilità politica bipartisan diffusa quanto ingiustificata nei confronti di un approccio laico alle questioni bioetiche, in soli tre anni, dal 2006 a oggi, gli italiani contrari alla fecondazione assistita sono scesi dal 22 al 12 cento. Mentre quelli contrari all’utilizzo di cellule staminali embrionali umane per scopi di ricerca si sono dimezzati, dal 34 al 17 per cento. Il dato emerge dalla nuova indagine di Observa sulla percezione pubblica delle questioni bioetiche appena presentata a Venezia in occasione della conferenza mondiale sul Futuro della scienza. In occasione del festival Torinospiritualità, non può che prendere spunto da questi numeri il colloquio di Terra con Armando Massarenti.

Professore, come si spiega questa distanza tra i cittadini e le istituzioni, le quali, solo per dirne una, senza alcun motivo escludono la ricerca sulle staminali embrionali dai finanziamenti pubblici?

Anzitutto, pensando all’arretratezza delle posizioni della Chiesa su certi temi e poi al fatto che questa riesce ad avere un credito enorme nei confronti della politica italiana. Soprattutto su questioni che a prima vista non dovrebbero avere importanza ai fini del mantenimento del potere. Un legame “istituzionale” che agli occhi di chi ci osserva da fuori risulta inspiegabile. E risulta ancor di più incomprensibile se ai dati di Observa aggiungiamo quelli relativi alla posizione favorevole della stragrande maggioranza degli italiani, circa l’80 per cento, nei confronti del testamento biologico. Ovviamente non mi riferisco a quella cosa truffaldina che è attualmente in discussione alla Camera.

I cittadini si fanno condizionare dalla religione meno delle istituzioni che li rappresentano. Istituzioni che dovrebbero essere laiche.

Questi dati dimostrano che l’opinione pubblica percepisce correttamente lo sviluppo delle questioni etiche nonostante il clima informativo terrificante che è stato creato intorno a questi temi, e nonostante le menzogne diffuse dalla stampa vaticana soprattutto riguardo la ricerca che si occupa di cellule staminali embrionali. Il buon senso della gente comune è estremamente consolante. Le autorità morali e politiche facciano quello che vogliono: le persone continuano a pensare con la propria testa.

A proposito di autorità morali, vere o presunte che siano, il cardinal Bagnasco di recente ha detto che «l’eugenetica è molto più preoccupante della perdita della biodiversità nell’ecosistema»…

Questo uso delle parole come delle mazze per dire che c’è qualcosa di mostruoso nella medicina o nella scienza rende vano qualsiasi dibattito. Oggi quel termine richiama alla mente Hitler quando in realtà i terribili “esperimenti” nazisti non hanno niente a che vedere con l’eugenetica. Questa nasce dagli scritti riformatori dei socialisti molto prima dell’ascesa di Hitler. C’era dietro un pensiero che mirava al miglioramento delle condizioni sociali di tutti. E oggi il grande progresso della medicina e della biologia permette di fare cose che allora erano impensabili, tra l’altro nel rispetto di valori etici fondamentali.

Perché considera la ricerca sulle staminali embrionali in Italia un nuovo caso Galileo?

Nel sottolineare l’analogia con quanto accaduto a Galileo evidenzio semplicemente il fatto che oggi come allora per motivi ideologici si vieta quello che è diventato un valore importantissimo della società moderna – da cui dipende la gran parte del nostro benessere – vale a dire la libertà della ricerca. Che fu conquistata duramente proprio da Galileo. Quello stesso metodo inquisitorio che terrorizzava chi proponeva idee nuove lo ritroviamo oggi nelle leggi che pretendono di regolare le questioni bioetiche. “Se fate certi tipi di ricerca non sarete finanziati” dice il governo ai nostri migliori scienziati. Fortunatamente l’Europa non è colpita dalla stessa malattia. Oramai gran parte dei fondi per lo studio delle embrionali in Italia proviene da Bruxelles. Terra, il primo quotidiano ecologista

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Informazioni su Federico Tulli

Federico Tulli è un giornalista professionista. Collabora con diversi periodici, tra cui “Left”, “MicroMega” e “Critica liberale”. Sul web è condirettore di “Cronache Laiche”, firma un blog su “MicroMega”, ha ideato e dirige il magazine di divulgazione culturale e scientifica “Babylon Post”. Per L'Asino d'oro edizioni ha pubblicato: “Chiesa e pedofilia. Non lasciate che i pargoli vadano a loro” (2010), “Chiesa e pedofilia, il caso italiano” (2014) e “Figli rubati. L'Italia, la Chiesa e i desaparecidos” (2015).

Discussione

9 pensieri su “Non lasciamoci ingannare dai moderni inquisitori

  1. È comodo dare la colpa alla Chiesa arretrata (Galileo?) per nascondere il nulla di fatto sulle staminali embrionali, mentre quelle adulte sono già impiegate da vent’anni per curare efficacemente decine di malattie. Solo che per avere soldi in quantità al presente bisogna aprire nuovi spazi ancora vuoti, mentre eventuali risultati appartengono a un futuro sinora soltanto auspicato. Credete che la gente non abbia ancora capito questo? Per considerare gli embrioni creature umane non è necessario essere “inquisitori” cattolici: basta essere uomini onesti.

    Pubblicato da Antoine | 25 settembre 2009, 10:52 pm
    • Già il fatto di parlare di “comodità” quando c’è di mezzo la speranza di poter curare malattie genetiche (e di poter essere curati) qualifica il suo intevento. In secondo luogo, penso che lei sia profondamente disinformato. E’ stata abbondantemente smascherata dalla letteratura scientifica mondiale la sistematica falsità della notizia relativa all’esistenza di cure possibili per una “settantina” di malattie mediante il trapianto di staminali adulte. Ricordo in proposito un agghiacciante titolo di un quotidiano (che non cito per decenza) che il 24 maggio 2005 recitava così: “Adulte 58, embrionali 0. Tra staminali non c’è partita”. Come se la questione, vista dalla parte degli scienziati e dei medici, fosse mors tua vita mea. No, questo semmai è il modo di ragionare della cultura cristiana. Come lo è questo modo di ridurre due temi tanto centrali per il benessere del genere umano – la bioetica e la ricerca scientifica – a una mera questione di denaro. Cultura cristiana che con l’etica, la bioetica e la ricerca scientifica ha poca dimestichezza, mentre lo stesso non si può dire a proposito del denaro. Mi basti dire che nonostante non sia vietata da nessuna legge, in Italia la ricerca sulle cellule staminali embrionali è esclusa dai fondi pubblici con motivazioni ideologiche. E che coloro che decidono l’assegnazione dei finanziamenti ai progetti sulle staminali adulte, nella gran parte dei casi, sono gli stessi beneficiari dei finanziamenti.
      Per concludere, l’embrione non è persona umana. Se le sta veramente tanto a cuore l’onestà e la vita delle “creature umane” si documenti. Eviterebbe di andare in giro a dire assurdità che hanno gravi ricadute su chi è veramente un essere umano. Sostenere che esiste la cura per una settantina di malattie genetiche grazie alle staminali adulte sta alimentando da anni un vorticoso giro di denaro sulla pelle dei malati. Sfruttare la speranza delle persone di poter essere curate, quando purtroppo non è ancora vero, come fanno decine di falsi medici in giro per il mondo è forse uno dei più odiosi crimini del nostro tempo. Secondo solo alla pedofilia.

      Pubblicato da Federico Tulli | 26 settembre 2009, 11:07 am
  2. Sto seguendo l’argomento delle staminali perché interessato in quanto colpito da ictus ischemico.
    perché in Europa non ci sono Centri che eseguono trapianti di staminali cordonali o embrionali?

    Pubblicato da dr. Michele Maero | 26 settembre 2009, 10:04 am
  3. Caro sig. Tulli, capisco la sua alquanto stizzita replica al mio intervento, visto che ho toccato sul vivo la faccenda delle staminali embrionali, riducendola a “una mera questione di soldi”. Anche in questo non c’è bisogno di appellarsi alla cultura cristiana per sapere come stanno le cose. I ricercatori in questione ricevono in molti Paesi valanghe di denaro ma, finora, niente risultati se non “la speranza di poter curare malattie genetiche”. In Italia abbiamo forse un’amministrazione tanto gretta da non buttare via i soldi neanche per le ricerche sulle staminali adulte, che pure qualche risultato lo hanno dato in termini di malattie guarite. Io ho parlato di qualche decina di terapie specifiche già in atto, come le conosco io: se lei dice una “settantina” vuol dire che è più informato di me.
    Ciò che invece mi pone in contrasto con la sua opinione, e non tanto come uomo di scienza (non sono un biologo, solo un insegnante di fisica) ma come “uomo” e basta, è la sua conclusione apodittica: – l’embrione non è persona umana -. Il termine “persona” esprime un concetto filosofico che può essere stiracchiato come si vuole. Io ho parlato di “creatura” umana, usando questo termine familiare a tutti, perché tutti sanno che un embrione umano, anche microscopico, crescendo si rivela una “creatura”, come la chiamiamo noi genitori. E non credo che occorra, per questo, andarsi a documentare su chissà quale rivista specializzata; basta sfogliare il libro scolastico di biologia che usa mio figlio.
    Se le basta un gioco di parole per giustificare lo scempio di esseri umani, necessario per ottenere delle staminali embrionali, non c’è proprio da esultare. Spero solo che lei ne sia veramente convinto, così almeno si salva “la sua onestà” intellettuale.

    Pubblicato da Antoine | 26 settembre 2009, 3:15 pm
  4. Tulli afferma: – L’embrione è un ammasso di cellule indistinte – Ma che scuole ha frequentato? Non ce l’avevano lì un microscopio?
    Provenendo da una tale eccelsa conoscenza della biologia umana, non so se pesino di più gli insulti impliciti o le cordialità dichiarate. Mah…

    Pubblicato da Antoine | 26 settembre 2009, 7:50 pm
    • La sua replica fa il paio con la cinica falsità iniziale delle “decine di malattie curate efficacemente da 20 anni con le staminali adulte”.

      Le cellule staminali embrionali sono cellule totipotenti. Ha presente cosa sono? Ha presente dove si trovano?
      Io dico che lei lo sa benissimo, ma l’importante è che non si sappia in giro.

      Mi spiace doverle annunciare che c’è stata una fuga di notizie.

      Pubblicato da Federico Tulli | 26 settembre 2009, 8:49 pm

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Figli rubati – In libreria dal 25 settembre 2015

Il 12 febbraio 2015 è iniziato a Roma un importante processo per i crimini di lesa umanità subiti da 42 italiani sequestrati e uccisi nell'ambito del Piano Condor. Questo accordo segreto tra i governi e le polizie di sette Paesi del Sud America è stato realizzato tra gli anni Settanta e Ottanta fuori da qualsiasi alveo costituzionale per reprimere l'opposizione, facendo scomparire una intera generazione di giovani impegnati nella difesa dei diritti umani. Tra le parti civili del processo ci sono quattro quarantenni: furono rubati appena nati alle loro madri internate nei centri di tortura del 'Condor', e affidati a famiglie contigue ai regimi per essere educati secondo valori «occidentali e cristiani». La loro storia, insieme a quella dei 42 giovani desaparecidos italiani, è ricostruita nel nuovo libro-inchiesta di Federico Tulli, “Figli rubati. L'Italia, la Chiesa e i desaparecidos” in uscita per L'Asino d'oro edizioni
L'indagine dell'autore parte da Milano. Qui vivono i parenti di una ragazza scomparsa nel 1977, e ritrovata in maniera rocambolesca nel 2014, i cui nonni dopo aver saputo della sua nascita in un lager di Buenos Aires si rivolsero senza successo anche a Jorge Mario Bergoglio allora capo dei gesuiti argentini. Secondo Estela Carlotto, presidente delle Abuelas di Plaza de Mayo, che dopo 36 anni di ricerche ha ritrovato il nipote Guido, almeno 70 “figli rubati” vivono in Italia senza conoscere la propria storia e non si riesce a trovarli. Perché, come ricostruisce Tulli, le ali del Condor sono ancora aperte.
Nella prefazione l'avvocato paraguayano Martin Almada, Premio Nobel alternativo per la Pace 2002, racconta come ha scoperto nel 1992 ad Asuncion gli Archivi del terrore. Queste carte, circa 700mila documenti ammassati in una anonima caserma di polizia, negli anni hanno consentito a decine di tribunali di ricostruire parte della storia del Piano Condor. Grazie agli Archivi, il giudice spagnolo Baltazar Garzon riuscì a incriminare il dittatore cileno Augusto Pinochet, uno dei registi del Piano, e più di recente il pm Giancarlo Capaldo ha potuto istruire il processo in corso a Roma nell'Aula bunker di Rebibbia. Ma la via verso la Verità e la Giustizia, invocate dai sopravvissuti e dai familiari dei desaparecidos, è ancora lunga e tortuosa. Il 30 settembre scorso, Almada, al termine dell'Udienza generale in Vaticano, ha chiesto di persona a papa Francesco che la Santa Sede apra i propri archivi declassificando i documenti segreti riferiti al Paraguay, all’Argentina, al Cile, alla Bolivia, al Brasile e all’Uruguay.
Il ruolo ambiguo della Chiesa cattolica in queste tragiche vicende è ulteriormente evidenziato nella postfazione di Simona Maggiorelli: un'inchiesta sulla storia dei 300mila bambini rubati ai “sovversivi” nella Spagna franchista, e nei 20 anni successivi alla morte del dittatore fascista avvenuta nel 1975, all'interno di cliniche gestite da congreghe religiose. È qui che affondano le radici ideologiche dei furti di neonati perpetrati in America Latina.

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